Duecento giorni a Palermo

 

Venite voi falsari di notizie
mercanti di voci e faccendieri
voi politici massoni
e voi giudici teoreti di misteri
venite voi antimafia da corteo
garzoni di bottega degli orrori
e voi della cupola i banchieri
chi è dentro è dentro
chi è fuori è fuori!!
Tornò a Palermo con una missione
danzavano i santi fra le rovine
mandato dal partito Pio La Torre
la verità voleva
scoprire
ma la verità è intoccabile
là dove dorme con l’assassino

Pio La Torre provò a svegliarla
ma venne ucciso
ordine di un padrino.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera
La storia comincia sissignori
quando Sindona va dai potenti
per togliere il sangue dal denaro
e da quel giorno iniziano i delitti eccellenti
Guerra di appalti e tangenti
tra Corleonesi e Bontade i moderati
i sicari sono al lavoro
cadono politici poliziotti e magistrati.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera
Nel regno di Lima e Ciancimino
garofani e scudo crociato
fanno fortuna quattro cavalieri
Rendo Graci Costanzo e Finocchiaro
C’è anche chi è sempre d’accordo
tra i funzionari di partito
Russo e Sanfilippo sono i nomi
cooperative rosse a Bagheria c’è chi ha capito
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera.
Base militare americana
a Comiso si sta per fare
ma indaga Pio La Torre e scopre
che si tratta di un altro brutto affare.
Quello che adesso ho raccontato
è solo una supposizione
ma se segui il corso del denaro
troverai la soluzione.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera.
Duecento giorni a Palermo
la strada era una preghiera
si colorò di rosso sangue
quella mattina di primavera.

 

Duecento giorni a Palermo – Gang

 

 

 

Pio La Torre (Palermo24 dicembre 1927 – Palermo30 aprile 1982) è stato un politico italiano.

Sin da giovane si impegnò nella lotta a favore dei braccianti, prima nella Confederterra, poi nella Cgil (come segretario regionale della Sicilia) e, infine, aderendo al Partito comunista italiano. Nel 1960 entrò nel Comitato centrale del PCI e, nel 1962 fu eletto segretario regionale. Nel 1969 si trasferì a Roma per dirigere prima la direzione della Commissione agraria e poi di quella meridionale. Messosi in luce per le sue doti politiche, Enrico Berlinguer lo fece entrare nella Segreteria nazionale di Botteghe Oscure. Nel 1972 venne eletto deputato; in Parlamento occupandosi si agricoltura Propose una legge che introduceva il reato di associazione mafiosa, ed una norma che prevedeva la confisca dei beni ai mafiosi.

Nel 1981 decise di tornare in Sicilia per assumere la carica di segretario regionale del partito. La sua maggiore battaglia la svolse contro la costruzione della base missilistica a Comiso che, secondo La Torre, rappresentava una minaccia per la pace nel Mar Mediterraneo e per la stessa Sicilia; per questo raccolse un milione di firme in calce ad una petizione al Governo. Ma le sue iniziative erano rivolte anche alla lotta contro la speculazione edilizia.

La mattina del 30 aprile 1982, insieme a Rosario Di Salvo, Pio La Torre stava raggiungendo in auto (una Fiat 132) la sede del partito. Alla macchina si affiancarono due moto di grossa cilindrata: alcuni uomini mascherati con il casco e armati di pistole e mitragliette spararono decine di colpi contro i due politici. Pio La Torre morì all’istante mentre Di Salvo ebbe il tempo per estrarre una pistola e sparare alcuni colpi, prima di soccombere.

Poco dopo l’omicidio fu rivendicato dai Gruppi proletari organizzati. Dopo nove anni di indagini, nel 1991, i giudici del tribunale di Palermo chiusero l’istruttoria rinviando a giudizio nove boss mafiosi aderenti alla Cupola mafiosa di Cosa Nostra. Per quanto riguarda il movente si fecero varie ipotesi, ma nessuna di queste ottenne riscontri effettivi. Nel 1992, un mafioso pentito, Leonardo Messina, rivelò che Pio La Torre fu ucciso su ordine di Totò Riina, capo dei corleonesi, a causa della sua proposta di legge riguardante i patrimoni dei mafiosi. A Pio La Torre è stato intitolato il nuovo aeroporto di Comiso.

 

fonte: Wikipedia

 

 

 

pio la torre

 

Pio La Torre a sinistra

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