universitando

Esistono diverse strade da prendere dopo la maturità, e ognuna di esse è sbagliata per chi la sceglie. Sempre.

ARCHITETTURA: essa viene presa in considerazione dalle persone brave a disegnare o che vogliono progettare la propria casa in futuro. C’è chi pensa che si tratti dell’educazione tecnica che si faceva alle medie (durante la quale invece di disegnare proiezioni ortogonali uno si studiava le materie delle ore dopo). Attenzione! Questo è sbagliatissimo! Architettura è il covo della matematica! Lei è lì, in agguato dietro alle aste e ad i coni, se ne studia più qua che nella stessa facoltà di matematica! Non vi faranno progettare negozi di scarpe, ma calcolare distanze! E’ ignobile! E nascosta così abilmente poi! E’ generalmente frequentata da: gay, froci, finocchi, nespole, lesbiche, lelle, donne assolutamente favolose o assolutamente oscene, uomini iperinfighettiti o radical chic con pashmina di ogni colore, sfigati cronici e punkabbestia con tanto di cani al seguito. Gli illusi che vi si iscrivono cadono uno dopo l’altro, in preda agli spasmi, in crisi d’identità. si ritrovano con le matite tra i capelli e le unghie sporche di china, mangiano poliplat a colazione nel latte e mine al posto delle mentine. Escono alle 10 della sera da interminabili revisioni e meditano il suicidio mentre buttano nel Tevere le tavole che evidentemente non andavano bene… Sanno stare svegli nottate intere senza nemmeno accorgersene. Hanno uno spiccato senso del dovere che si tramuta in capacità di scoprire i propri limiti. Non hanno bisogno di ubriacarsi quando vanno in discoteca, possono benissimo buttarsi sul cubo o sul primo che capita alle 10 e mezza, per loro è gia tanto essere stati fermi dall’entrata al guardaroba! Tornano a casa e si rendono conto che il loro plastico è li, implacabile a dargli il buongiorno. Capiscono che la vita è inutile se non sai creare un areoporto, si deprimono e di solito verso il terzo anno decidono di iscriversi a letteratura, musica e spettacolo o scienze delle comunicazioni. Chi ancora crede in un sogno passa al dams scopre l’amore per le arti visive e si da al ballo. Diventa un ballerino di fila e porterà tutine bianche dove, durante le prove, disegnerà a matita schizzi di sale conferenze dicendo ‘però ero bravo’.


ECONOMIA: potete star sicuri che ci troverete molte persone convinte di uscire dalla facoltà con un impiego sicuro. Non è completamente sbagliato, ma bisogna arrivare alla laurea. Economia è un posto che varia di università in università, generalmente non è considerata facile, ma a volte ha gli esami con i test a crocette (tipo battaglia navale). La frequentazione è solitamente composta da:
– ragazzi con gli occhiali, riga da una parte e cravattino che seguono il sogno del padre (che tristezza);
– radical chic in cerca di notorietà;
– ragazze che escono fuori da delusioni d’amore.
C’è chi, accortosi dell’errore in tempo, si trasferisce da economia politica a scienze della moda e del costume diventando uno stilista gay dopo il terzo anno.

FARMACIA: ripiegano su questa facoltà gli studenti che non sono riusciti ad entrare a medicina. Essi si deprimono dopo tre giorni di corsi perché le famiglie gli rinfacciano di non essere riusciti ad entrare a medicina, perché gli studenti di matematica gli lanciano gli aereoplanini con le
equazioni dalla finestra e perché non riescono a distinguere un’aspirina da un benagol (pena la riordinazione dell’archivio). Chi riesce a laurearsi fa gavetta per dieci anni in una farmacia ad immaginare nude le ragazze che comprano i preservativi. Le ragazze che scelgono di fare farmacia si chiamano farmaciste ridono come forzennate quando una ragazza compra un test di gravidanza e vendono il maalox senza ricetta nella farmacia vicino alla stazione termini. Chi si accorge in tempo dell’errore, verso il terzo anno decide di riprovarci con medicina. Quando fallisce, si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.

FILOSOFIA: le personalità soggette a sdoppiamento, depressione cronica, domande sull’aldilà, crisi sessuali e con nove in condotta sono la frequentazione media della facoltà di filosofia. Gli studenti fumano erba nel cortile, nelle aule, con i professori, prima degli esami, durante gli esami e dopo gli esami (se ci arrivano con tutti i neuroni al loro posto). I professori di codesta laurea sono tutti ex-sessantottini (i figli divulgheranno il verbo, non possono sottrarsi al destino), hanno sciarpe rosse e portano i sandali ai piedi anche con -2 a febbraio. Sono dalla parte degli studenti e vengono acclamati come ‘dei grandi’ dai frequentanti (che ipocrisia). Lo studente medio di filosofia si accorge al secondo anno di aver fatto una cazzata, brucia libri e sacco di juta comprato per andare ‘contro il sistema’ e va ad iscriversi a letteratura, musica e spettacolo (portando con sé l’erba ma cmq nudi!).

GIURISPRUDENZA: sono ancora in fase di studio le cause che portano un diciottenne ad iscriversi a giurisprudenza, se non sotto minaccia del genitore magistrato. Si ritrovano qui clandestini, calabresi (pressoché identici) tutti gli abitanti di piazza Bologna e i frequentanti delle seguenti scuole liceali: mameli, villa flaminia, san gabriele, falconieri. Di solito gli studenti che intraprendono questo viaggio verso il tribunale sono modaioli e le studentesse prendono trenta elargendo favori sessuali agli assistenti. Tutt’ora sorge un dubbio: tutte le fighe stanno a giurisprudenza o tutte quelle che vanno a giurisprudenza diventano fighe? No perché semmai cambio. Verso il secondo, massimo terzo anno, al 45esimo tentativo di dare diritto privato, si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.

INGEGNERIA: lo studente che decide di iscriversi ad ingegneria è consapevole del fatto che verso il terzo anno, se maschio, diventerà calvo. Molti non si lasciano spaventare dall’eventualità e arrivano alla laurea, sicuri che prima o poi 4-5 aziende di nonsochè si sveglieranno e si renderanno conto che “La Sapienza” ha sfornato un altro ingegnere pronto per svolgere le proprie mansioni strapagato, e gli basta un pc! Le ragazze che intraprendono il corso di studi di ingegneria vengono chiamate disadattate. Quando la calvizie è ormai incipiente, i più deboli scappano ad economia, pensando che la cosa si faccia più soft. Quando scoprono di aver fatto l’ennesimo sbaglio, si iscrivono a letteratura, musica e spettacolo.

MEDICINA E CHIRURGIA: a medicina si iscrivono i pazzi. Quando gli danno il camice schizzano a casa tutti contenti a mostrarlo ai genitori e lo tengono sotto una teca di vetro. Alcuni aggiungono delle cinture al camice e fanno finta di essere maestri di arti marziali. Il “Rocci” è il loro più caro amico e sono consapevoli del fatto che per una morte o per l’altra la vita comunque finisce. Chi non si ammazza il quarto anno, si laurea. Generalmente i laureati sono tutti dei gran pezzi di fighi, belli, robusti, ipermuscolosi… che si imparino li le tecniche più avanzate in fatto di estetica? Il tutto è però rovinato dalla loro incontrollabile mania di cattivo gusto: hanno una naturale predisposizione alle ciabatte bucherellate e man mano che continuano il corso di studi disimparano a scrivere. Chi arriva al terzo anno con una vena che gli pulsa in continuazione, o scappa in Messico (con il camice) o si iscrive a letteratura, musica e spettacolo.

PSICOLOGIA 1 E 2: sono atenei in lotta da secoli. Si racconta che il giovane Siproite avesse defecato sui gradini di Psicologia 1 sacri al dio Priapo, perché aveva preso solo 18 ad un esame, e che avesse fondato Psicologia 2 per contrastare il potere che stava assumendo la già citata facoltà. Da quel giorno i due atenei non
si diedero pace un attimo: amicizie che perduravano dalla nascita si ruppero a causa della scelta del corso di laurea da seguire, e vennero combattute ben 657 battaglie sino ad oggi, a colpi di righello e fotocopie di approfondimento. Gli studenti che vi si iscrivono raramente arrivano al secondo anno (nel senso che rimangono traumatizzati a vita dalla violenza ricevuta dagli avversari). Chi resiste e si laurea viene chiamato Highlander. Da Psicologia non si può scappare, si rimane marchiati a vita, o ti laurei o finisci in un istituto di igiene mentale.

SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE: per secoli ci si è chiesti cosa si facesse all’interno di quelle quattro mura che portano codesto nome, e non si è mai giunti ad alcuna conclusione. Anzi, nemmeno chi vi si iscrive sa quale sia il suo ruolo all’interno dell’ateneo o quale sarà quello nella società. Gli studenti girano per i corridoi chiedendosi dove siano i corsi durante tutto il primo anno, al secondo decidono di iscriversi a letteratura, musica e spettacolo, almeno sono tre parole di uso quasi comune. Chi permane fino alla laurea triennale scopre di aver vinto una carta da gioco totalmente inutile per la ricerca di un lavoro. Normalmente solo arrivati alla tesi ci si accorge dell’inutilità della suddetta facoltà e si inizia a prendere la vita con filosofia! Sappilo, per scherzarci sono i migliori… se non altro hanno autoironia!


LETTERE E FILOSOFIA: esistono molte branche di questa facoltà, non starò ad elencarle tutte. Gli studenti che decidono di frequentare questo tipo di
corsi generalmente sono attirati dal fatto che in questo posto è pressoché impossibile trovare della matematica o fisica quantistica (ma esiste?). Senonché, verso i primi esami darebbero un braccio per risolvere un’ equazione al posto di iscriversi ad un appello tramite il sito della loro facoltà. Iscriversi ad un esame di una facoltà lettere e filosofia è come giocare la schedina (la grafica del sito è più o meno la stessa): se hai culo ce la fai. Il sito a volte decide anche che alcuni corsi non esistono, lasciando lo studente spiazzato e in preda ad un dilemma: sarà più indolore una pistolettata o l’harakiri con la katana presa alla prima di Kill Bill? (Lo studente di lettere e filosofia è spesso cinefilo o nerd). Esiste una particolare facoltà degna di nota interna a lettere e filosofia: essa è Letteratura, musica e spettacolo, chi la sceglie sa di andare tragicamente incontro ad un triste destino di disoccupazione; è nient’altri che il ripiego preferito di tutti quelli che sbagliano facoltà (cioè tutti gli altri che non ci si iscrivono subito) e il ritrovo degli abitanti del sud Italia. E poi uno si chiede perché la disoccupazione cresce. E’ raro che uno studente di lettere e filosofia cambi facoltà, ma in quel caso si iscrive all’università della musica anche se non sa nemmeno quante sono le note.

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3 pensieri riguardo “universitando

  1. questa raccolta de cazzate gira da anni su internet…..ma è sempre più vera cazzo!
     
    CONFERMO CHE LE FIGHE STANNO A GIURISPRUDENZAAAAAAAAAA
     
    uhauaauhauhauhahauauhahuahauhauhauhauahuah

  2. "tutte le fighe stanno a giurisprudenza o tutte quelle che vanno a giurisprudenza diventano fighe?"
     
    mah….

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