Ricordiamoci di Beslan.

Beslan cinque anni dopo.

Cinque anni da Beslan. Da quel 1 settembre in cui nella scuola numero 1 della cittadina osseta si è scatenato l’inferno. Un gruppo formato da 32 ribelli islamici prende in ostaggio una scuola, per un totale di circa 1200 persone. Bambini e insegnanti. Li terranno prigionieri al caldo e alla sete per 3 giorni fino a quando le teste di cuoio russe non faranno il bliz. Un bliz che altri bambini per un totale di 333 persone.

Le immagini di quei giorni fecero il giro del mondo: genitori in lacrime e gente che correva via con i bambini insanguinati tra le braccia. Ogni anno i sopravvissuti commemorano i cari nel dolore delle loro perdite. La giornalista russa Anna Politkovskaja era in volo: voleva mediare come al teatro Dubrovka di Mosca. Ma a Beslan non ci è mai arrivata. L’hanno fermata con una tazza di the avvelenato. Bambini morti di sete, costretti a bere la propria pipì, nudi.

L’associazione Voce di Beslan ha inviato in questi giorni una lettera al Presidente russo Dmitri Medvedev in cui ha richiesto un incontro con le famiglie delle vittime che da anni chiedono un’indagine seria e indipendente che appuri le colpe e i veri responsabili.

Il 3 settembre, data della fine dell’eccidio a Beslan saranno lanciati in aria 334 palloncini, uno per ogni bimbo ucciso con la ripromessa che non accadrà più un altro scempio simile.

fonte: agenziaradicale.com
http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&task=view&id=8681&Itemid=54

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