Gli sposi fantasma

ovvero Cronaca di un matrimonio Infernale, è proprio il caso di dirlo, e grazie Marco che hai portato sfiga, diciamocelo.

Avevo intenzione di scrivere un post dettagliato ed esauriente sul matrimonio di qualche giorno fa e di cui io ero così contenta perchè gli sposi si chiamavano Paolo e Francesca e la figlia Beatrice e avevano voluto i tavoli rotondi che sono belli e noi non ce li avevamo mai messi qui, i tavoli rotondi. Ecco.

Ricorderete.

Ebbene, non so se questo post sarà dettagliato ed esauriente, anzi sicuramente non lo sarà, ma ve lo voglio dire lo stesso, come è stato bello questo matrimonio.

Vi dico solo che io mi sono alzata alle 8 quella mattina per lavorare, il che è tutto dire. Solo per questa mia disponibilità il fato, il karma, il destino o quellochecavoloè avrebbe dovuto farmi il piacere di fornirmi non dico una giornata ideale, ma almeno una accettabile.

Invece no.

L’allestimento era bello che allestito praticamente da mezzogiorno e mezza. Siamo stati bravi. O meglio, sono stati bravi: perlopiù io ero in giro a fare foto e ogni tanto mi davo da fare (del resto era risaputo. e comunque oh, io mi sono ripassata tutti i vetri e le tende della saletta checcavolo. ehm.)

Il tizio della musica era qui alle 11. Mancava solo una cosa: l’addobbo (che parola cacofonica) floreale per i tavoli. Che non si sa per quale motivo, doveva arrivare con gli sposi. S’è mai visto? Il fioraio alla fine è arrivato all’una, ma il centrotavola è arrivato letteralmente con gli sposi, dato che per ragioni legate presumo alla trasmigrazione delle anime o alle coordinate cosmiche della costellazione del Leone, si trovava dentro la macchina degli sposi. Misteriosamente.

Ma andiamo avanti. I primi ospiti iniziano ad arrivare all’una e mezza e si sa, se la cerimonia c’è alle 11, tra foto e casini vari, vuoi che non si tiri la cosa per le lunghe? Se poi ci metti anche che oltre al matrimonio si faceva il battesimo della bimba diventa un’epopea. I più affamati cominciano già a pestare i piedi appena usciti dalla chiesa, ché in occasione di questa occasione non magnano da una settimana, non vedono l’ora di assaltare il ristorante e magari portarsi pure la cena a casa in nome dello scrocco matrimoniale. Viva gli sposi e volemose bene.

Purtroppo, la novella mogliettina non è dello stesso parere. Personalità a lei vicine confermeranno durante la giornata che durante la cerimonia la sposa s’è stranita. La bambina ha pianto tutto il tempo, è stata fuori dalla chiesa assistita da parentume vario praticamente sempre, insomma non le ha fatto godere il matrimonio in santa pace e le facevano male i piedi.

Oh. Per questo la sposa è diventata nervosa. Perché la figlia piangeva invece di fare la brava statua della mamma e per di più perché le facevamo male le scarpe. Perché non è andata in chiesa in ciabatte lasciando la pargola con la baby-sitter, mi sono chiesta. Così si godeva il suo momento in santissima, altissima, levissima sacralità.

Ordunque, dopo le foto di rito della cerimonia, la sposa nervosa che fa?

Decide che è ora di allattare la pupa. E pensa bene che la cosa migliore in questo frangente (cioè con 130 invitati paragonabili a cavallette in agguato, ristorante a pieno regime che aspetta solo lei, fotografo e musicista in attesa) è andarsene a casa. Per due ore. Ad allattare. Col biberon, beninteso.

Gli sposi si presentano così alle 15:30. Tutto sommato niente di troppo strano: non è la prima volta che ad un matrimonio i diretti interessati si presentano dopo ore, in genere però è colpa dei fotografi che li portano a fare le foto a Timbuctù perché la è più bello e vengono benissimo, vedi che album ti faccio. La nostra strategia in queste occasioni è tirare per le lunghe il buffet di antipasto pregando fervidamente che al fotografo prenda un colpo all’istante in modo da liberarci di lui. Sì, perché nel frattempo gli ospiti arrivano a sciami e per le tre e mezza se non ci pensiamo noi a lasciare qualcosa per gli sposi si sono aspirati tutto come idrovore. Quando la coppia felice (dipende dai punti di vista) si presenta, fa due foto (ma va?) con qualche tartina in mano e poi entra nella sala tra gli applausi dei convenuti, i quali, seduti ormai da tre quarti d’ora, sono felicissimi di vederli non certo per amor loro o per amore dell’amore, ma perché è il segnale che si comincia, insomma che se magna (del resto, stanno co pane e cipolla da una settimana solo per loro.) In tutto ciò è ragionevole pensare che gli sposi praticamente l’antipasto non lo mangiano, che probabilmente mangeranno ben poco anche di tutto il resto, che saranno costretti a ridere tutto il santo giorno e anche la sera, se, come in questo caso, fanno pure la festa serale con gli amici a suon di Lauretta mia. Del resto, chi l’ha detto che sposarsi è divertente?  Dove si è mai visto che gli sposi arrivano a fine giornata divertiti, sereni e rilassati dopo aver cianciato tutto il giorno con parenti visti l’ultima volta nel Natale del ’92  e amici ubriachi, tra saluti e baci, battute fuori luogo, balli forzati, vestiti stretti e scarpe più vicine a strumenti di tortura, per non parlare del fatto che il più delle volte anche il pranzo è un vero disastro, sia perché fanno schifo le pietanze in sé sia perché il servizio fa pena (ovviamente non è il nostro caso)? Quindi è risaputo che il matrimonio è un tour de force, soprattutto per gli sposi. Quindi, Santa Pupa protettrice delle zitelle!!!, che minchia ti innervosisci? Ma che hai, 5 anni che fai i capricci se le cose non vanno come vuoi tu?  Che credevi, che stavano tutti stesi per terra ai tuoi piedi implorandoti di passar loro sopra solo perché ti sposi? Ma hai mai visto una sposa felice e serena il giorno del suo matrimonio, soprattutto se ha partorito da un mese? Non te la prendere con gli altri se hai scelto delle scarpe che ti stanno strette, miss intelligenza!

No perché la tizia ( e il furbo consorte) non si sono mica fermati qui. Dopo essere finalmente arrivati, dopo due ore di allattamento (quella bambina si scola un silos di latte ogni volta, non si spiega…)  abbiamo dato il via alle danze, e siamo stati proprio bravi, quel che è giusto è giusto. Il pasticcere aveva detto che sarebbe arrivato alle 5 e mezza, noi a quell’ora abbiamo servito l’ultimo secondo, quindi il bravo pasticcere è venuto mezz’ora dopo, diciamo che siamo stati nei tempi: abbiamo servito un pranzo da matrimonio in due ore, non ci possiamo lamentare. Insomma, abbiamo recuperato il ritardo: perché poi torta, frutta, caffè e amari vari andavano serviti fuori per volere degli sposi, e non è che possiamo aspettare che faccia notte,  mica è luglio che alle nove di sera è ancora giorno. Tanto più che prima di uscire per il dolce, gli sposi dovevano anche passare tra i tavoli per le bomboniere! Ma niente paura, ci hanno pensato loro a prendersela comoda: lo sposo ha avuto anche il coraggio di lamentarsi che siamo andati troppo veloci e non ha potuto mangiare tutto! Certo, il piatto vuoto era responsabilità del topino dei denti che ha cambiato gusti e noi da parte nostra ci divertiamo tanto a scapicollarci per permettere a voi di uscire di qui a un orario ragionevole.

Insomma, alle sei eravamo tutti pronti al taglio della torta, fotografo compreso: senonchè, la sposa ha avuto la terrificante alzata d’ingegno: non taglio la torta finché non allatto la bambina. Questo allattamento, per carità sacrosanto, inizia ad essere un incubo. Fu così che la sposa cret…ehm  novella e mamma premurosa si chiuse in una stanza del nostro B&B per iniziare un’altra misteriosamente lunga seduta nutritiva perché la bimba quando mangia deve stare tranquilla.

La bimba? Sarà mica la mamma che ha bisogno di tranquillità, soprattutto nel suo delicato cervello? Ma puoi andartene al momento del taglio della torta facendo aspettare tutti senza un motivo valido? Ma fatti quella benedetta foto e poi vai dove vuoi, così almeno la gente può ritenersi autorizzata ad andarsene e soprattutto il pasticcere può tornare a lavorare invece di aspettare gli stracazzo di comodi tuoi!

No, invece. Si è ripresentata alle sette e mezzo di sera per tagliare quella cavolo di torta. E faccio presente che gli inviti per la cena erano esattamente per le sette e trenta. Il pasticcere l’ha aspettata per tutto quel tempo (mandando santioni) con il camioncino frigorifero perché la torta dei sogni dei due creti…ehm sposini era talmente monumentale che noi non avremmo saputo dove metterla. E non contenta, dato che la bambina piangeva, lungi da lei lasciarla alle coccole di nonna o zia, per carità, o sta in braccio alla mamma o non se ne fa niente. Dopo una foto e mezza è  sparita per un’altra ora.

Il risultato di queste sparizioni, a cui partecipava anche il marito, è stato che la gente ha cominciato a fottersene (giustamente) della torta e delle foto e ha preferito farsi fare il caffè e andarsene: quelli più intelligenti hanno capito tutto, la maggior parte avrà pensato che sia stata colpa del ristorante. Ovvio.

Il bello è che alle 8 e mezza miss sposa fantasma ha avuto la faccia di ripresentarsi apostrofando una cameriera con un “Che dovemo da fa’?”, indice peraltro dell’eleganza che la contraddistingue. Con tale amena espressione la tizia intendeva lamentarsi del fatto che ancora non avevamo iniziato a servire il buffet della cena. Buffo, no? Difatti è uso comune che il ristorante decida a cazzo come e quando fare le cose anziché seguire le indicazioni degli sposi, e soprattutto fare le cose senza gli sposi. Tanto la loro presenza è un optional, mica è la festa loro, no? Tanto noi mica stamo a lavora’, ci divertiamo ad aspettare ore intere che Sua Altezza La Lecia e il caro consorte si decidano a farsi vivi.

La serata si è (in)degnamente conclusa all’una di notte, dopo canti, balli e magnate a sbafo, soprattutto da parte di quelli che stavano lì dalla mattina. Qualcuno s’è pure portato via lo spumante a scrocco per berselo in albergo, lo abbiamo chiesto allo sposo. Questa pure è un’usanza inventata sul momento, dato che io non ho mai sentito di sposi che autorizzano gli ospiti a chiedere al ristorante spumante da asporto, con bicchieri di plastica per completezza.

Tutto sommato, uno dei matrimoni più spossanti e brutti degli ultimi anni. Ma possibile che se non so’ matti non ce li volemo?

Poi non ditemi che sono meglio i lavori a contatto con la gente…

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2 pensieri riguardo “Gli sposi fantasma

  1. si, sei tu. -.-ma che bambina, quella è la madre che ha bisogno di uno. ma bravo, però. se deve disintossica’ dalla madre, vedrai tu!!

  2. ma che per caso quel Marco che ha portato sfiga sono io?! No perchè da quello che leggo c’era poco da portare sfiga: la sposa di dantesca memoria era una matta psicopatica………certo pure la bambina ma quanto mangia?!? Tra un pò dovrà ricoverarsi per disintossicarsi dal latte……..

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