Saranno ventuno



Oggi è il Duemiladieci e io voglio, fortissimamente voglio essere fiduciosa e piena di iniziativa e determinata e darmi da fare e avere successo quest’anno. Figurarsi che oggi ho persino cercato le date degli esami di questa sessione, per dire.
Perché quest’anno sono dieci anni che è iniziato il nuovo millennio, non è cosa da poco.
Cosa facevo io dieci anni fa? Io dieci anni fa a quest’ora avevo dieci anni. Proprio così. Facevo le e-le-men-ta-ri ed ero convinta, tra le altre cose, che non sarei mai andata all’università. Se è per questo ero anche convinta che a vent’anni sarei stata una strafiga molto disinvolta e molto adulta, ma insomma, ero piccola, non capivo un casso, no. Mi sa pure che volevo fare la parrucchiera. Oppure quello era in terza elementare? Mah non mi ricordo.
Dieci anni avevo…..a me sembra ieri. Si, perché io ho un cortocircuito mentale per cui per me tutti i ricordi di un passato più o meno remoto sono collocati negli anni ’90, tutti i più recenti dal 2000 in poi. Se si pensa che io nel 2000 a quest’ora ancora facevo le elementari, è un po’ improbabile che i miei ricordi recenti siano collocati dopo quella data: anzi, sono decisamente di più i ricordi dopoduemila che primaduemila. Insomma io sto ferma con la memoria cerebrale (eh?) tipo al 2002. Ogni volta che a casa si dice “macché, era un sacco di tempo fa, tipo nel 2004!” io penso: ma casso, ma che un sacco di tempo fa, il 2004 era ieri.
E invece no, perchè sono passati sei anni dal duemilaquattro e io facevo tipo il primo superiore, ero piccola e stupida. Si, c’è da dirlo, quanto a cervello non è cambiato granché, ma per la carta d’identità è passato un po’ di tempo.
Quindi a me dire che dal 2000 sono passati dieci anni mi fa un effetto un po’ strano (avrò mica bisogno di un analista? C’è il mio amico immaginario che me lo ripete da anni, magari ha ragione davvero.)
Io considero il 2000 come il mio secolo. Mi ricordo distintamente l’attesa di quel capodanno, e tutte le storie, il nuovo millennio, la fine del mondo (ehm), il millennium bug, l’euro, tutto. Che bello: ero testimone di un evento mondiale superatteso, superfigo e che a qualcuno faceva persino paura! E se ne parlava in continuazione, e a me dicevano che sarei cresciuta nel Nuovo Secolo, nel Nuovo Millennio. E infatti, per questo il duemila è mio, in quel senso lì, perché era proprio una data importante, che separava una vita da prima dalla vita di poi, di tutti e non solo mia, un punto sulla linea del tempo dove una cosa convergeva e finiva, e solo dopo ricominciava e si irradiava in un futuro tanto lontano quanto emozionante. Non pensavo esattamente queste cose, eh, avevo pur sempre dieci anni, ma l’atmosfera in me era quella.
Non riesco a dirlo bene, come mi fa effetto questa cosa: c’è una vertigine, a guardarsi indietro, non esprimibile, spaventosa e incredibile.


E adesso è il 2010, due e uno, come i miei anni tra poco: 21. Passeranno un paio di mesi e poi anche io arriverò a un altro punto sulla linea del tempo.
Una volta si era maggiorenni a ventun’anni: per me, non so per quale motivo, sarà come diventare maggiorenne la seconda volta; ho questa sensazione.
Voglio festeggiarlo per bene questo punto, e voglio che sia davvero un salto, un cambiamento, fine e inizio. Fine-e-inizio. Quindi mi impegnerò in questa cosa, casini previsti e non permettendo. Ecco.
Siete tutti invitati al ballo.

P.S. In tutto ciò, non lascerò che facciate finta di dimenticarvi il post serio, che esige risposte. Non odiatemi, amicici, e meditate…

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