A proposito del post serio


Si lo so, comincia ad essere quasi una scocciatura, ma io non è che smetto di pensare una volta espressi dei dubbi e fatte delle domande, e mi imbatto in spunti nuovi anche senza andarli a cercare, per cui…. oh, beccatevi sto post.

Ordunque, l’altra sera non sapevo cosa leggere per addormentarmi, in realtà avrei un libro per le mani, ma mi serviva qualcosa di più leggero. Va a finire, in questi casi, che scelgo libri che ho già letto e so già che mi rilasseranno, oppure che non rileggo da tempo e non mi ricordo tanto bene. Esco a fare due passi di Fabio Volo appartiene alla seconda categoria: dopo aver passato dieci minuti davanti alla libreria di casa l’ho scelto, Volo scrive libri carini e mediamente interessanti, che lì per lì coinvolgono ma non emozionano. Li ho letti però una sola volta quindi potrebbe essere memoria falsata: meglio rileggere. Ho scoperto che questo qui, Esco a fare due passi, sembra superficiale ma non lo è: quando meno te lo aspetti, tah! c’è la riflessione profonda.
E infatti mi imbatto in codeste frasi:

«Io credo che chiunque non riesca a stare bene da solo non possa conoscere il vero amore; dubito sempre di chi dice non posso vivere senza di te.
Parlo di Amore con la A maiuscola, parlo di Essenza, parlo di quell’amore che io non ho mai incontrato ma che sono sicuro esista, quell’amore in cui io credo e per il quale non sono disposto a fingere o mediare.
»


Che pure io ormai sono giunta alla conclusione che le favole del principe azzurro potevano anche evitare di raccontarcele: ci saremmo risparmiate un bel po’ di castelli in aria. Quell’amore che sono sicuro esista…beh da qualche parte esisterà, saremo mica tutti vittime di un’allucinazione collettiva? Il punto è: qualcuno lo ha provato sto benedetto amore qui, o ce lo siamo inventato noi?
Qualcuno una volta ha detto che l’amore è un’invenzione dei poeti… magari è vero.


«Si vorrebbe che ogni volta fosse sempre quello lì, quello giusto, quello che abbiamo aspettato da sempre, anche se nella maggior parte dei casi l’errore nasce dall’amore per l’amore; cioè ci si innamora più del gioco che del giocatore. (…)
Che innamorarsi è una droga, amare è una medicina.
»

Eccallà. Mi pare di averla già detta pure io sta cosa della droga, o no?
Però lui parla solo dell’innamoramento come droga: ci si innamora perchè
si è drogati della sensazione dell’innamoramento, ci piace proprio. L’amore invece è un’altra cosa. Una medicina, una cosa benefica (in tutti i sensi, potrei supporre: cioè fa bene anche quando fa male, quando fa soffrire. Forse qualcuno avrebbe qualcosa da ridire, perchè di gente distrutta da storie d’amore è pieno il mondo, altro che effetto benefico.) Quindi qui il discorso è complesso (anche perchè vorrei ricordare che io ero partita dal concetto di amore in generale, non soltanto quello di coppia): c’è l’innamoramento e c’è l’amore.
Non ve la scampate: a me interessano entrambi.


Sta diventando una cosa difficile, eh? Ma tanto ho tutto il tempo che voglio. Almeno per questo non ho scadenze.

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3 pensieri riguardo “A proposito del post serio

  1. è vero, probabilmente non ci capirò niente neanche io, però ci devo provare.che vuoi farci, ho bisogno di impegno mentale 😛

  2. dunque, dall’alto della mia esperienza, diretta e riflessa, dei miei momenti di riflessione ecc… ti dico che NESSUNO C’HA MAI CAPITO UN’EMERITA CLAVA.si ama e basta, a modo nostro, perchè è bello.

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