Legittimo disgusto


Il premio Nobel José Saramago sul suo blog cuaderno.josesaramago.org torna
a prendere posizione sulla politica italiana. “Se Cicerone vivesse
ancora tra voi, italiani, non direbbe: ‘Fino a quando, Catilina,
abuserai della nostra pazienza?’, ma piuttosto: ‘Fino a quando,
Berlusconi, attenterai contro la nostra democrazia?’.
Si tratta di questo. Con la sua particolarissima opinione sulla ragione
d’essere e il significato dell’istituzione democratica, Berlusconi ha
trasformato in pochi anni l’Italia nell’ombra grottesca di un Paese e
una grande parte degli italiani in una moltitudine di burattini che lo
seguono trascinandosi e senza rendersi conto di camminare verso
l’abisso della dimissione civica definitiva, verso il discredito
internazionale, verso il ridicolo assoluto”

La traduzione in italiano del pezzo di Saramago sul blog quadernodisaramago.wordpress.com

Il giornale francese L’Express
traccia un ritratto dell’avvocato di Silvio Berlusconi Niccolò Ghedini.
“È tanto magro e alto, nei suoi abiti da etereo dandy, quanto
Berlusconi è tarchiato, consistente e impaziente. Niccolò Ghedini è
l’avvocato del Cavaliere, il custode dei suoi documenti più segreti e
l’uomo incaricato di immunizzare ad vitam aeternam il presidente del
consiglio dalle ingerenze della giustizia. A questo riguardo Ghedini
non è mai a corto di idee. Il senato sta esaminando un progetto di
legge sul processo breve. Inoltre Ghedini potrebbe lanciare a
Berlusconi un’altra boa di salvataggio dai processi: un testo di legge
sul legittimo impedimento
”.


Italieni, Internazionale, 8 dicembre 2009



Si conclude con lancio di oggetti e cartelli di protesta,
l’approvazione della legge sul legittimo impedimento. La battaglia è
vinta da Berlusconi, che da questo momento, insieme ai ministri potrà
chiedere il rinvio delle udienze dei processi penali per impegni
istituzionali.


Il provvedimento è passato con 316 voti favorevoli di contro 239
avversi  più 40 astenuti, la maggior parte dei quali appartenenti alle
file dell’Udc.
La legge, ora passerà in seconda lettura al Senato e
consentirà a premier e ministri di sospendere i processi, di rinvio in
rinvio, fino a un massimo di 18 mesi, tempo entro il quale dovrà
arrivare un lodo Alfano-bis per lo ‘scudo’ alle alte cariche dello
Stato.


In teoria, infatti, fino ad oggi se il premier o un ministro riceveva
una convocazione giudiziaria e per qualche motivo si rifiutava di
presentarsi, era compito del Giudice quello di riscontrare l’effettivo
impedimento, altrimenti le forze dell’ordine potevano prelevarlo anche
con la forza. Adesso è sufficiente un’autocertificazione
dell’interessato per giustificarne l’assenza e come dichiara la
neolegge : “il giudice, su richiesta di parte, rinvia il processo ad
altra udienza”.


La legge quindi, nonostante i numerosi emendamenti presentati dal’Udc,
Pd e Idv, è passata nella versione integrale sostenuta dal Pdl e dalla
Lega Nord.


(…) dal momento dell’entrata in vigore della
legge, verranno così sospese tutte le innumerevoli udienze a carico del
Presidente del Consiglio fino a quando non si provvederà, con una norma
costituzionale, a proteggere premier e ministri dai procedimenti penali
nel periodo in cui ricoprono le loro cariche istituzionali.


Deluso, ma non contrario, ne esce l’Udc, che da bravo partito
centrista, in questi giorni ha ricoperto il ruolo dell’ago della
bilancia, sostenendo di volta in volta il Pdl o il Pd a seconda del
contenuto degli emendamenti da votare. La flebile intesa fra Udc e Pdl,
però, si è definitivamente rotta al momento della conferma
dell’estensione del provvedimento anche ai ministri, decisione contro
la quale l’Udc aveva persino proposto il voto segreto, nella speranza
di riuscire a farla abrogare.


Altro punto molto delicato della legge riguarda l’autocertificazione,
con la quale i beneficiari possono saltare le udienze penali mandando
una semplice dichiarazione di impedimento, senza nessuna verifica sulla
fondatezza dei motivi addotti. Sarà infatti Palazzo Chigi, a
certificare il legittimo impedimento e non più i giudici come è
accaduto fino ad oggi.


L’impedimento, inoltre potrà essere anche continuativo, e in tal caso,
come indica la legge, “il giudice dovrà rinviare il processo ad udienza
successiva al periodo indicato”.


Furibonda la reazione del Pd e di Idv, che si sono visti respinti tutti
gli emendamenti che miravano a ridurre tempi e modalità di applicazione
della legge. (…)


“Legge porcata”, l’ha denominata Antonio Di Pietro dell’Italia dei
Valori, denunciandola come legge ad interesse di una sola persona che
con il suo comportamento sta bloccando la crescita di tutto un paese,
mentre al segretario del Pd Pier Luigi Bersani, avverso alla legge sino
all’ultimo, non è rimasto che dire: “Berlusconi metta davanti a sé
l’Italia, fruendo di un quadro di garanzie che riguardano tutti i
cittadini così come fanno tutti i nostri amministratori”, e dal momento
che con il legittimo impedimento viene rimandato il suo desiderio di
riforme costituzionali, affonda anche la sua idea che “affinché non ci
siano regole nuove per tutti, si corra con le regole vecchie”. 


Nonostante tutte le polemiche, però è passato in sordina che la
necessità di sospendere i processi a favore di una maggiore
governabilità
era stata un’idea sostenuta anche dallo stesso Pd,
considerando il fatto che esiste al Senato una proposta di legge
firmata proprio dal Pd, che desidera reintrodurre la tanto famigerata
immunità parlamentare. Si tratta del disegno di legge presentato alla
commissione giustizia del Senato da una coalizione bipartisan fra i
senatori Franca Chiaromonte  (Pd) e Luigi Compagna (Pdl), che però
probabilmente non è stato preso in considerazione poiché apporterebbe
modifiche alla Costituzione e, come tale necessita di un iter molto più
complicato di quello di una legge ordinaria.


Rita Dietrich, Rinascita, 4 febbraio 2010



Il governo italiano «si blinda» di fronte alla giustizia, 18 mesi di
tregua per Silvio Berlusconi, la norma salverà il premier e i suoi
ministri. L’approvazione da parte della Camera della legge sul
“legittimo impedimento”, che ha riacceso la polemica sulla giustizia In
italia, è segnalata su diversi siti esteri, soprattutto spagnoli. E
spesso la notizia è corredata da una foto Afp dei deputati
dell’opposizione con i cartelli di protesta con le scritte: “Legittimo
impedimento = illegittimità impunità”, “Costituzione violata, giustizia
calpestata”; “Casta di intoccabili”.


El Pais ha il titolo più polemico: «Il governo italiano si blinda
davanti alla giustizia per 18 mesi». Il corrispondente da Roma, Miguel
Mora, spiega che la Camera ha approvato «
una norma transitoria e
retroattiva che salverà Silvio Berlusconi (e di pari passo proteggerà
il suo governo) dai processi in cui è imputato fino a quando sarà
approvata una legge costituzionale sull’immunità
e, in ogni caso, fino
a un massimo di 18 mesi». El Pais nota «il tono insolitamente duro»
usato dal leader dell’opposizione, Pierluigi Bersani, per spiegare il
voto contrario del suo gruppo.


Il progetto di legge è stato presentato «a tempo di record»
dall’esecutivo, osserva un lancio dell’agenzia Efe pubblicato sul sito
di
El Mundo. E’ l’ultima «astuzia» portata avanti dal primo
ministro italiano, che «permetterà al presidente del governo italiano e
ai suoi ministri di non presentarsi a deporre in tribunale adducendo
impedimenti istituzionali», si legge in un’altra Efe su
Abc.

«I deputati italiani offrono una tregua a Silvio Berlusconi», titola il francese Les Echos,
(…) Il Cavaliere afferma da anni – si legge ancora su Les Echos – che
«i giudici “rossi vogliono eliminarlo dalla scena politica con mezzi
giudiziari e gli impediscono di concentrarsi sulla gestione del Paese
obbligandolo a consacrare troppo tempo ai processi».


«La Camera italiana appoggia legge per rinviare i processi di Berlusconi», titola sul suo sito il britannico Guardian.
Il progetto di legge – recita il sommario – sostiene il principio del
legittimo impedimento, il che significa che i ministri possono rinviare
i processi perché «troppo occupati». La legge potrebbe effettivamente
«bloccare i processi contro il primo ministro», una mossa che per
l’opposizione è l’ultimo tentativo di «evitare» la giustizia.


Elysa Fazzino, Il Sole 24 Ore, 4 febbraio 2010


Galeotto fu
Gasparri.

Sì, Gasparri, il
Capogruppo al Senato del PDL, proprio lui, quello che nel periodo di
Tangentopoli dichiarò: "Di Pietro è un mito".

"Bocciano il
Lodo Alfano? Gli avvocati troveranno un cavillo",
dichiarò l’impavido capogruppo.

Quegli avvocati a
cui lui si appellava, un Ghedini o un Ghedoni, non si sono fatti attendere:
altro che cavillo, con il legittimo impedimento hanno trovato una liana, un
traghetto che durerà 18 mesi e che farà navigare il Premier ed i suoi Ministri
nel mare dell’ingiustizia fino all’approvazione del Lodo Alfano bis.

Avete criticato il
Lodo Alfano? Avete brindato alla
sua bocciatura? Vi siete divertiti a dichiararlo
illeggittimo? Bene, se prima volevano salvarne quattro ora ne salveranno molti
di più, è stata aggiunta una manciata di ministri indagati per i reati più vari.

E così siamo tutti
più contenti.

(…)


CogitoergoVomito, AgoraVox, 5 febbraio 2010

(…)
Il ddl specifica le attività che danno luogo a "impedimento",
rimandando a diverse ed eterogenee fonti normative, la legge 400/1988,
articoli 5, 6 e 12, il Dlgs 303/1999, il regolamento interno del
Consiglio dei ministri, da cui si desume che il Legislatore intenda,
come legittimamente ostativo, per premier e ministri, il «concomitante
esercizio» di una o più delle attribuzioni collegate al particolare
incarico pubblico ricoperto dall’interessato, come, pure, di «ogni
altra attività, comunque, coessenziale alle funzioni di Governo».


Un novero di "impegni", quindi, potenzialmente, molto ampio. E se,
certamente, non ci saranno problemi a considerare "legittimo
impedimento" la partecipazione al Consiglio dei ministri o alla
Conferenza unificata, o a incontri e impegni internazionali, la platea
di "giustificazioni" potrebbe allargarsi, anche, ad altre attività, di
discutibile impegno pubblico. E proprio per evitare questi "rischi" che
impedirebbero la partecipazione a un eventuale udienza, la Camera, nel
licenziare il testo del ddl, ha approvato anche un centinaio di
ordini del giorno, elencando, uno per uno, tutto quello che il Governo
si impegnerà a non considerare legittimo impedimento, ai sensi
dell’articolo 420-ter del codice di procedura penale, una volta
licenziata definitivamente la legge. Solo per fare qualche esempio,
Palazzo Chigi non dovrà giustificare le assenze di premier e ministri
dalle aule giudiziarie perché impegnati alla festa del Santissimo
Crocifisso di Monreale (Pa), alla fiera primaverile degli uccelli a
Sacile (Pn), alla sagra dello spiedino a Castello d’Agogna (Pv), o alla
disfida del soffritto di maiale a Flumeri (Av).
Non dovrà essere
consentito "marinare" l’udienza, neanche per partecipare alla
presentazione di libri, a conferenze stampa, o a convegni e meeting
politici, come, feste provinciali, scuole di formazione, inaugurazioni
di nuove sedi di partito
. (…)

Claudio Tucci, IlSole24Ore, 5 febbraio 2010

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Un pensiero riguardo “Legittimo disgusto

  1. mamma che amarezza… niente da dire, Saramago ha proprio ragione: stiamo vivendo con gli occhi chiusi

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