Vacue parole sul nulla

A conclusione di questa giornata io dovrei dire qualcosa di importante.
Ma anche no.

Stamattina ero a Rieti e sentivo quasi freddo, stasera sono a Roma e vorrei poter sentire meno caldo. Il mio corpo non è abituato a questi sbalzi di temperatura, tant’è che mi è venuto il mal di testa più o meno quando ho posato il piede sull’asfalto di Tiburtina.
Ma questo è normale. Il punto è che sono venuta qui esclusivamente per un motivo: l’assemblea straordinaria in facoltà per discutere con i professori del blocco degli esami di luglio.

Questo evento dovrebbe appunto essere oggetto di un post più o meno serio e ponderato, ma diciamocelo, questo non è da me. Non molto, almeno.

E così, dato che sono stanca e accaldata e dolorante, me e ve lo risparmio. Dico solo che, a sentire gli interventi di oggi, sembra che i professori ci stiano ripensando, mentre gli studenti si stanno convincendo. Un gran tempismo.
Quasi quasi tutti gli interventi di oggi, la netta maggioranza dei quali è stata contro il blocco, mi ha convinto invece ad appoggiarlo. Non so perché, o forse si riflettendoci, ma non adesso.
Adesso me ne vado a letto che domani mattina si va a occupare il senato accademico insieme ai prof.

Tralaltramente, l’inquilina del palazzo di fronte fino a poco tempo fa stava ascoltando Roxanne dei Police, ho sentito la musica che fluttuava dalla finestra. La stimo e le voglio bene per questo.



Post inutile, vero? Comincia a diventare la mia specialità.

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