Dormiveglia

Ieri sera mentre cercavo di scaldarmi sotto al piumone, aspettando che il sonno si decidesse ad arrivare, come sempre la mia mente ha iniziato a passeggiare per le sue strade intricate. Che ci vogliamo fare, sono fatte così, le menti.
Mi ha colpito un pensiero che è di grande banalità. Dico di grande banalità perché è un concetto sentito e risentito, in qualche film o telefilm, in qualche libro o fumetto, da qualche amico.
Il concetto è: siamo così occupati a pensare ai nostri problemi, reali o presunti, che ci lasciamo scorrere accanto momenti, immagini, persone, parole, canzoni, tocchi senza rendercene conto.
Ecco. Che era banale ve l’avevo detto. Solo che quando lo vedi scritto o lo senti dire da un tipo sullo schermo la cosa non ti tocca, capisci ma dimentichi. Quando ti rendi conto che il concetto ti riguarda molto da vicino, talmente da vicino da nascerti spontaneamente in testa mentre sei nel tuo letto, è un’altra cosa.


Non voglio perdermi più nulla. Voglio avere tutto. Voglio stare bene.


E così anche io divento una di quelle persone che scrive questa frase, e magari qualcuno la leggerà e non la capirà finché forse anche quel qualcuno non la sentirà come un campanello nella testa.


Poi io sottolineerei il fatto che il dormiveglia è un momento veramente strano. Con quello che penso in quello spazio tra realtà e sogno potrei riempirci un libro (tutte idiozie, per carità, però lì per lì sembrano avere un senso. E forse anche una certa bellezza). Una volta ho sentito Samuele Bersani consigliare a futuri cantanti o presunti tali di tenere sempre un quadernino sul comodino per cogliere al volo le parole che nascono in quel limbo, che lui ci ha scritto interi testi di canzoni. Quindi ecco magari non mi sbaglio poi tanto.


Comunque poi stanotte ho di nuovo sognato le mie cose strane e avventurose. Questa volta l’avventura era nelle segrete di una vecchia chiesa, che nascondeva un oscuro e pericoloso tesoro. Nel gruppo c’era un ragazzo che mi stava talmente antipatico che poi infatti me ne sono innamorata.

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5 pensieri riguardo “Dormiveglia

  1. essì, pare capiti così.

    sta succedendo anche a me. e ne sto bene. non lo dicevo da troppo tempo. al momento mi basta mettere in pratica questa “banalità”.

    ci vuole impegno ad essere felici. più di quanto non ce ne voglia ad essere tristi. ma non perchè una cosa sia più facile dell’altra, solo perchè noi ci siamo abituati a pensare che è così. perchè potenzialmente è più facile essere felici. bisognerebbe solo guardarsi intorno con occhio nuovo! 🙂

    1. si è vero, siamo masochisti. ci affatica cercare di essere felici, ma ogni tanto ci svegliamo 🙂
      è bello sapere che anche tu stai praticando banalità 😀

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