Occupazion occupazion

Non me ne sono neanche resa conto, forse ero un po’ presa da altro, ma in questi giorni mi sono risvegliata in un’università in piena mobilitazione: assalti al Senato, striscioni al Colosseo, Lettere occupata, ricercatori sui tetti.
L’unico rammarico è di non aver partecipato personalmente, appunto perché presumibilmente dormivo (o più probabilmente perché dopo le proteste di inizio novembre ho fatto indigestione di assemblee del collettivo…)

Fatto sta che gli animi sono surriscaldati e ora i tg aprono sulle proteste studentesche, che sono ovunque, da Milano a Palermo, mentre il Parlamento boccia la riforma e rimanda la discussione a martedì.
Quando ho partecipato alle manifestazioni davanti a Montecitorio di qualche tempo fa nessuno ci filava: due righe, tre secondi di commento. Ma adesso gli studenti tentano di forzare le porte del Parlamento, organizzano presidi e manifestazioni non autorizzate, bloccano il traffico e vanno contro i poliziotti. La cosa è per un certo verso esaltante, si ha l’impressione davvero di un risveglio delle coscienze, anche di quelle che normalmente non si rendono neanche conto di quello che succede sotto al loro naso e che ora guardano stralunati i figli del vicino (o i loro stessi figli) con il megafono in televisione.
Però tutto questo, purtroppo, insegna che in Italia (ma anche nel resto del mondo, dove più dove meno) per essere ascoltati bisogna sempre ricorrere alla violenza. E questo mi disgusta.

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6 pensieri riguardo “Occupazion occupazion

  1. è vero, come tra l’altro ha ribadito quel genio del giornalismo nostrano che è Emilio Fede “Gli studenti bisogna solo menarli, è l’unico linguaggio che conoscono”. Anche questo mi disgusta parecchio… ciao riccia!!!

    1. Si, Emilio Fede è il mio modello indiscusso, come giornalista e come uomo. Infatti non lo discuto, non lo sento proprio. Un po’ come se parlasse la merda del mio cane.

  2. Ed insegna anche che l’Italia si sveglia sempre troppo tardi, tanto nel protestare, tanto nell’accorgersi che c’è qualcuno che sta protestando.

    concordo sull’efficacia della similitudine! 🙂

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