Sovrapposizioni

Uno.

Fa paura rimanere soli con i propri fantasmi. Parlano troppo forte, c’è bisogno di altre voci per coprirli. E poi sono subdoli, così dolci e amari… subdoli.

Ti ho amato sempre, forse mai, chi lo sa.

Invece sarebbe tanto più facile imparare ad odiare una buona volta e farla finita. Subdolo.

 

 

Due.

A volte mi viene voglia di venire lì e scuoterti per sentire se c’è ancora qualcosa che sbatacchia lì dentro. Qualcosa di nero mi guarda, in te. Di cosa soffri? Vivi bene così? Vivi davvero? La morte spaventa e imbarazza. Forse per questo mi tengo lontana.

 

 

Temo la disillusione perché ho paura che sia il mio destino. Invece io voglio continuare a costruire i miei castelli in aria.

 

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4 pensieri riguardo “Sovrapposizioni

  1. L’odio è tanto forte quanto l’amore. Non è un buon baratto.

    Al destino non credere. E’ una grande bugia, una buona scusa. Tu scegli.

    E stempera i rancori, le domande. Fai spazio alla tenerezza dell’aver amato. E basta. Rende tanto leggeri. E più veloce il processo di levitazione e costruzione dei castelli in aria.

    1. Infatti quelle sono parole che salgono alla bocca quando non si sa più cosa dire, non ci credo davvero. L’odio fa troppo male per preferirlo.
      Non credo neanche al destino. Però a volte parlo con delle persone e vedo uno specchio che mi fa paura. Come sarò tra qualche anno? Sono sempre stata una persona fiduciosa, anche troppo direbbe qualcuno. Mi piacciono troppo i castelli in aria per volervi rinunciare, ma chissà che non accada.

  2. Tre
    Se ti fermi su domande alle quali non puoi dare risposta, non accetterai alcuna risposta che non sia un’altra domanda. Devi reagire e non fare di questa questione irrisolta il tuo cruccio interiore. Accetta quello che sai, senza parole, e potrai tornare a costruire castelli in aria, quelli veri, quelli senza la pesante zavorra che ti porti appresso. Dorotea dice cose sagge; non esiste destino, ma scelte. Bisogna imparare a cadere e non usare la propria sconfitta interiore come alibi per non tornare a sognare. Il mondo non è fatto di bianco e nero, e tu hai ancora la possibilità di viverne tutte le sfumature.

    1. La reazione in realtà è iniziata da tempo, quasi indipendentemente dalla mia volontà. La zavorra, come l’hai chiamata, non è tale in realtà: una zavorra ti trascina con il suo peso e ti immobilizza. Non è questo il mio caso. Ci sono semplicemente dei giorni in cui mi volto indietro e rifletto, con un certo stupore a vedere quel che vedo. Probabilmente questo post è sembrato più amaro di quanto intendessi.
      Le domande irrisolte sono uno dei miei vizi, anche perché quel che so è davvero niente rispetto a quel che vorrei sapere. Con il tempo si fanno necessariamente meno insistenti e, perché no, cesseranno di avere importanza. Lasciano, come dice Dorotea, una strana tenerezza.
      Che dire, sono viaggi tortuosi dell’anima. Non ho intenzione di abbandonare le mie costruzioni in aria. Vorrei che anche per altri sia lo stesso, che ci siano persone che ricordino loro, come voi lo ricordate a me, che ci sono sogni da realizzare.
      Comunque anonimo, esci pure dall’anonimato, non ti mangio. Sono brava e buona, io 😉

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