Due o tre cose che non sai di me parte seconda: la bolla non finisce lì

Per continuare con il discorso a me molto caro della bolla, ben lungi dall’essere esaurito. Perché non c’è solo il piano del contatto fisico da considerare, c’è anche tutto il resto.

Le mie cose, per esempio. Ho la pessima sensazione che sia un non proprio edificante esempio di attaccamento alle cose materiali, ma io preferisco vederla come un le mie cose sono un prolungamento di me quindi il concetto di bolla rispetto ad esse vale eccome.
Io sono gelosa delle mie cose. Lo sono sempre, anche quando le presto o le metto in qualche modo a disposizione. Figuratevi quanto posso essere contenta quando qualcuno mi prende qualcosa dalle mani senza preavviso: mossa doppiamente sbagliata, ha invaso la mia bolla spaziale e mi ha anche sottratto un oggetto. Triplamente se è un oggetto che stavo usando, tipo un volantino che stavo leggendo, per cui, se non fosse abbastanza, sono stata anche interrotta.
Se usate le mie cose senza permesso mi infastidite alquanto.
Se le danneggiate smetto decisamente di essere simpatica.
Se rovinate in qualsiasi modo, anche minimamente, uno dei miei libri siete irrimediabilmente fregati. Quest’ultima ipotesi è del resto difficilmente applicabile dal momento che da anni non presto i miei libri a nessuno, fatte le dovute eccezioni. Appunto.

Lo spazio da non invadere però non è solo quello materiale. Gradisco, per esempio, chi evita di infiltrarsi nelle vite altrui.
No, non voglio fare conversazione con te né su un social network né tantomeno via sms, non ho tredici anni.
E cosa ti fa pensare che io voglia ascoltare le tue intriganti vicissitudini giornaliere?
E che cosa, mondo cane, ti fa pensare che io voglia parlare con te delle mie vicissitudini? Tanto più che conversazioni di questo tipo sono di una noia micidiale.
Si, sono libera e padrona di non rispondere al telefono o ai tuoi sms.
Si, mi stai facendo perdere tempo ed energie.
Si, sembri un sito di scommesse online che manda mail spam in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
E una volta per tutte no, non abbiamo tutta ‘sta confidenza, non dovrebbe esserci bisogno che te lo dica io. Non siamo amici d’infanzia solo perché ho avuto la disgraziata idea di lasciarti il mio numero di cellulare, Dio solo sa perché l’ho fatto.

Se c’è una cosa che non sopporto è l’invadenza. Costringermi a rivolgere la mia attenzione a cose e a persone che non hanno ragione di interessarmi equivale a buttarmi giù la porta di casa. E non è educato.

Detto ciò mi sembra di aver chiarito qual è il punto fondamentale per farmi felice. Non sono un’isterica però, sappiatelo. Innanzitutto perché, come ho già detto, sono una civile ragazza del 21° secolo che si suppone sappia controllare i propri impulsi, compresi quelli tendenti a piallare chi mi urta per la quattordicesima volta la borsa che tengo appesa al braccio nonostante io mi sposti in continuazione per impedirglielo. E poi perché non sono l’unica. Come c’è chi non può fare a meno di spingerti sulla schiena ogni volta che attraversi una porta prima di lui, c’è anche, per compensazione, chi preferisce starti a mezzo metro. Per fortuna. Magari ne ho conosciuti senza saperlo, possibilissimo in quanto per me è un comportamente del tutto normale e la mia attenzione è semmai attirata da chi fa l’opposto. Ma di sicuro esistono. Da qualche parte. E ogni tanto li avrò pure incrociati…

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4 pensieri riguardo “Due o tre cose che non sai di me parte seconda: la bolla non finisce lì

  1. e sembra assurdo, ma a volte assumi i contorni del mio riflesso.

    “Se rovinate in qualsiasi modo, anche minimamente, uno dei miei libri siete irrimediabilmente fregati. Quest’ultima ipotesi è del resto difficilmente applicabile dal momento che da anni non presto i miei libri a nessuno, fatte le dovute eccezioni. Appunto.”

    mia sorella lo sa bene. una volta ha lasciato cadere nella spazzatura tra il minestrone uno dei miei libri preferiti. puoi immaginare. 😀 povera.

  2. Poverina!! 😀
    Mia sorella è una delle poche persone a cui presto i miei libri, anzi scambiarci le letture è sempre stata una nostra bella consuetudine. Per tutto il resto ha un margine di tolleranza risicato, dovuto più che altro al fatto che viviamo insieme da sempre e le probabilità che l’una usi le cose dell’altra è abbastanza alta…

    1. Effettivamente. Ormai anch’io presto i libri a mia sorella (a lei e a pochissimi altri eletti), anzi, come dici tu, è una cosa necessaria passare a lei le mie letture. Negli ultimi anni abbiamo letto quasi sempre gli stessi libri. persino i vestiti ormai mi ruba, quelli che ho lasciato in Puglia! 😀

      Il fatto è che da sempre i libri per me sono una propaggine dell’anima. Quand’ero piccola me li portavo la notte a letto, sotto il cuscino. ho smesso solo quando la pila è diventata troppo alta. e li stiravo, li rilegavo, pulivo le copertina.
      Insomma… storie.

      1. La mia variante sul tema è il comodino. Pile di libri impolverati che possono star lì anche mesi. E ovviamente copertina ben tenuta, se serve messa da parte durante la lettura per non danneggiarla. E il segnalibro, anzi più di uno per uno stesso libro, che a volte sono carini e colorati, altre volte sono i biglietti del bus o del cinema 😀

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