La professoressa dinamica e altri mostri

Quest’anno seguo un corso tenuto da una professoressa che appartiene a una delle categorie più pericolose che esistano: la professoressa dinamica.
La professoressa dinamica è una creatura immediatamente riconoscibile per le sue molte peculiarità, a partire dall’aspetto esteriore, dato che in genere si presenta come una donna di media statura, ben fatta, con capelli lunghi e in genere mossi, trucco inesistente o almeno molto leggero, abbigliamento vagamente anni 80 (soprattutto per i pantaloni a sigaretta e gli stivaletti di pelle), aria più o meno svampita.
La professoressa dinamica è una persona fondamentalmente distratta. Questa è la sua principale caratteristica. Perde le chiavi, perde la penna, perde il filo del discorso. Non si ricorda cosa le hai detto e quando, però ne è consapevole e ti chiede gentilmente di ripeterti. Non sperare che si ricordi la tua faccia, e se lo fa ti chiama con il nome di qualcun’altro.
Ma la sua caratteristica più temibile è, appunto, la dinamicità: lei dice, fa, organizza, progetta e vuole che tu, povero studente che alle sette di sera, dopo una giornata di università, aspiri soltanto a subire passivamente quelle due ore di lezione rimaste per poi dirigerti in stato catatonico verso l’agognata coppia cena/letto, o in alternativa prenderti una colossale sbornia di chiacchiere inutili e tv spazzatura in reazione all’indigestione di cultura fatta per tutto il giorno, magari con l’aggiunta di un’autentica sbornia di alcool per lo shock, lei dicevo pretende che tu partecipi ai dibattiti, esprima opinioni, fornisca suggerimenti e ponga questioni, il tutto possibilmente con entusiasmo e spirito pari almeno al suo.
Ma non è tutto: la professoressa dinamica, pur essendo all’apparenza assolutamente simpatica e coinvolgente, non solo è fautrice della famigerata “lezione interattiva” di cui sopra, ma spesso e volentieri ti affida compiti pratici da svolgere da soli o in gruppo (un vero spasso, quest’ultimo, quando non conosci nessuno), ti chiede di preparare lezioni da esporre poi agli altri studenti, ti propone visite o ulteriori corsi e altre amenità simili che pur avendo il pregio di farti evadere dal logorio della vita moderna, sprofondano però lo studente medio in un pozzo di terrore misto a esasperazione. E fa tutto questo con il sorriso sulle labbra.
La professoressa dinamica è convinta che sia divertente e coinvolgente, oltre che molto istruttivo. Certo. Peccato che il fatto che si dimentichi persino quello che ha detto alla lezione precedente rende il tutto un tantino complicato, per non parlare del resto.
Io riconosco subito la professoressa dinamica, e ne ho paura. Quest’anno ho visto entrare in aula un’esponente di questa razza e non mi ha consolato la constatazione, dopo due ore di lezione, di non essermi sbagliata. Per il momento sembra avere solo un livello medio di svampitezza, ma in quanto a lezione interattiva è anche peggio di quanto pensassi.
Pregate per me.

Poi volevo dire che questo semestre ho preso una decisione suicida: seguire più corsi possibile prima che li azzerino definitivamente a ottobre (conseguenze desolanti del passaggio al nuovissimissimo ordinamento del ciufolo). Per cui ho giornate piene, tanto da chiedermi quando mai troverò il tempo di studiare -tanto più che ben tre corsi sono praticamente intensivi, perché finiscono prima di Pasqua e quindi fanno sei ore di lezione a settimana e soprattutto uno o due esoneri ad aprile!- ma il venerdì in particolare è massacrante.
Questo il programma:
ore 6.30 sveglia
ore 8-10 lezione di letteratura
pausa
ore 11-13 lezione di filologia romanza
pranzo
studio in biblioteca
ore 16-19 lezione di giornalismo
chiacchierata stanca di dieci minuti
ritorno a casa con suicidio finale.

Per concludere vorrei dire che le donne che portano borse dal manico lungo appese al gomito dovrebbero sapere che mia nonna, nata e cresciuta contadina e usa quindi a trasportare i cosiddetti prodotti della terra in tovaglioli legati al braccio comunemente detti legacce, ha più classe di loro quando si tratta di indossare borsette che ha il buon gusto di tenere appese al gomito solo quando hanno i manici corti (nel suo caso, sempre); e poi vorrei aggiungere che quelli che usano l’espressione “piuttosto che” al posto di “o” provocano in me un’irritazione pari o superiore a quelli che sembrano non conoscere l’esistenza del congiuntivo e come loro andrebbero adeguatamente percossi, magari con gli spigoli dello Zanichelli.

Lo so, con me ci vuole pazienza. Sarà che è venerdì.

Annunci

3 pensieri riguardo “La professoressa dinamica e altri mostri

  1. Ahahahahah!

    A D O R O

    Ci vuole pazienza, cara, tanta.

    Ma sono giunta ad una conclusione. Abbiamo una vita per stressarci, quindi ora che abbiamo vent’anni, diamoci una regolata e godiamocela un po’.

    Good luck!

  2. Lo stress di cui parli è dovuto alle professoresse dinamiche, agli orari folli, alle borse dal manico lungo o alle congiunzioni disgiuntive? 😀

    Denghiu!!

    1. tutto questo più qualche storia in più, come hai potuto leggere.
      ma si risale la china! in cima a tutte le questioni della nostra vita, dopotutto, non c’è che il nostro io! Per cui, a noi ogni scelta!

      🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...