Ultimi giorni

Comunque volevo dire che è ufficialmente iniziata la sessione estiva. Ta-daan.

In realtà per me è quella di gennaio che non è mai finita, e infatti sono già stanca senza neanche aver cominciato. Però lunedì ho finalmente dato l’esame-scoglio della sessione, quello per cui sto studiando da due mesi e più, e posso affrontare il resto con la mia brava lode.

Un paio di settimane fa ho seguito la mia ultima (salvo imprevisti, diciamo*) lezione di triennale: dal primo luglio lascerò definitivamente la piccola grande casa di San Lollo, ma prima davanti a me si stende un mese e mezzo di delirio.
Cosa che non mi impedisce di pensare che, davvero, la vita romana mi mancherà, e lasciare quel buco colorato mi dispiace più di quanto pensassi. Sarà che quella casa è sempre stata un porto di mare e ci è passata un sacco di roba umana, sarà che mi affeziono – l’altro giorno è venuta una ragazza con l’agenzia a guardarla, mi ha fatto una strano effetto di espropriazione -, sarà che la vita da fuori sede ha i suoi bei lati positivi e non c’è mica bisogno che li dica io.
Mi mancheranno le lezioni con intermezzi folli e pause passate sui prati, o più spesso in copisteria, le comunelle per comprare i libri, le puntate al bar, le battute sul professore, i deliri con l’approssimarsi degli appelli, le mattinate a cercare posto in biblioteca o ovunque, purché si riesca a studiare, e poi fare tutto tranne che studiare.
Ultimamente la mia vita è stata ricca di tutto questo – al terzo anno si riesce finalmente ad avere poche amicizie, ma relativamente stabili, in un mondo universitario dove si conoscono tutti e nessuno, e parecchi si perdono per strada.

Intanto sono stanca, a tratti. A tratti mi viene in mente che vorrei andare in vacanza, magari verso la fine di luglio. Una vacanza vera, di pochi giorni se proprio, ma una vacanza in cui si prepara la valigia, si compra il biglietto e si parte, una vera – ma non a tratti, tutta.
Sono aperta a proposte.

Nel frattempo, mi sa che taglio i capelli.



* È una lunga storia.

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5 pensieri riguardo “Ultimi giorni

  1. Cambiamenti i vista. Ho l’impressione di capire quello che provi. Ho sentito proprio oggi una mia amica di università ai tempi di Siena. Anche per loro oggi è stata l’ultima lezione della triennale e io avrei potuto essere con loro.
    A pensarci, il mio ultimo giorno a Siena, il saluto a casa mia è stato un po’ così, come il vostro saluto alla fine della triennale.
    Non so se succederà così alla fine di questa triennale a Milano. Forse sì, forse no. Ho cambiato posto così tante volte, che non so più…
    In bocca al lupo.

    (sono sotto esami anch’io, ma questo si sarà capito!)

    1. Si, s’era capito!
      Ma tu sei una donna itinerante, gli abbandoni e i ritorni sono parte della tua natura. Io tendo di più alla stanzialità con occasionali spostamenti – in tutti i sensi 🙂

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