“Hai visto? Siamo arrivate, vive!” cit.

Come si spiega che io e M. per andare da San Lorenzo a Piazza Zama (due quartieri di distanza) ci perdiamo una volta sì e l’altra pure, mentre per andare da Roma ad Ansedonia non ne sbagliamo una?

“Pronto?”
“Ciao, dove siete?”
“Qua davanti! Dove parcheggiamo?”
“Qua davanti? Ma siete fantastiche! I ragazzi per arrivare mi hanno telefonato cinque volte  e sono anche dovuta andarli a recuperare!”

Certo, i ragazzi non hanno avuto il buon senso di scriversi diligentemente le istruzioni precisissime della padrona di casa (del tipo dopo 20 km esatti c’è il bivio … attenzione dopo il cassonetto verde che la curva è brutta …  al kilomentro 140 svoltate a destrapoi c’è il rettilineo, poi il dosso, poi la curva, poi all’ulivo con sette rami e due radici che spuntano girate…  roba che neanche il GPS) che invece io ho avuto, e meno male, date le vicissitudini di questo bel venerdì 17: il viaggio è praticamente l’unica cosa andata dritta.

Comincio a pensare che le superstizioni abbiano una loro fondatezza.

Il programma di venerdì, infatti, era di passare a ritirare il regalo per il festeggiato, aspettare M. che sarebbe passata verso le 5 col motorino, andare a casa sua con zaino, sacco a pelo e compagnia, prendere la macchina e partire.

Peccato che il tizio del negozio mi informa via mail che posso passare a prendere il regalo alle, udite udite, 18.30. Certo, la frase “è pronta per venerdì?” uscita dalle mie labbra deve essere suonata come “è pronta per venerdì SERA?'” altrimenti non si spiega. Comincio a fare le poste dalle 17.30 per aumentare l’ansia del tipo, ma la strategia ha ben poco successo.

Nel frattempo mi succedono un altro paio di cose, tipo venire a sapere che un mio amico non ha superato un concorso importantissimo (salti di gioia, proprio), comprare un girasole bellissimo per la padrona di casa che però comincia a perdere petali appena lo tocco, manco avessi una maledizione addosso (ok, facciamo che basta il pensiero), essere costretta a lasciare a casa il sacco a pelo perché non riusciamo a incastrarlo su un motorino dove in compenso ha viaggiato di tutto, venire praticamente aggredita da un cane, rischiare di perdere le chiavi dell’auto, partire in tutto ciò con due ore di ritardo.

Poi se quando arriviamo a destinazione, alle 10 di sera, M. mi dice “Hai visto? Siamo arrivate, vive!”, come non capirla?

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3 pensieri riguardo ““Hai visto? Siamo arrivate, vive!” cit.

    1. Io purtroppo ci ho trascorso solo qualche ora, e ho visto ben poco a parte l’Aurelia. Però la villetta in cui sono stata, infilata tra gli ulivi con panorama sul mare in lontanaza, è un sogno. Ho deciso che mi autoinviterò in futuro.

  1. Beata te che puoi e quindi fallo, lo sai che ne vale la pena…Io non so quando ci ritornerò ma ho negli occhi e nel cuore una bella passeggiata in bicicletta attraverso gli alberi e poi a piedi e con un po’ di brezza…lungo tutta la spiaggia La Feniglia…ah, che meraviglia; vacci, vacci…

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