Una notte senza il giorno, un giorno senza la notte

L’altra sera hanno mandato in tv per l’ennesima volta Ladyhawke. E io, per l’ennesima volta, me lo sono visto.

È un film del 1985 e lo mandano almeno una volta l’anno fin da quando ho memoria (di solito a Natale però). Se possiamo, io e la mia famiglia ce lo guardiamo – in religioso silenzio – da anni.

Abbiamo la videocassetta che non so più quant’è vecchia in cui tutte le immagini sono scure e nelle scene iniziali non si vede neanche la faccia di chi parla. Poi abbiamo comprato il dvd e lo abbiamo visto anche il lingua orginale, scoprendo che la città che nella versione italiana suona pressapoco come “Aguillon” [pronuncia aghijon – che orrore scriverlo così], in quella originale è “Aquila”. Difatti il film, pur essendo ambientato in una Francia medievale, è stato girato completamente in Italia, precisamente nelle province di Parma e Piacenza, nel Parco del Gran Sasso e in altre località in provincia de L’Aquila, per l’appunto. Per essere precisi precisi, i borghi medioevali che compaiono sono quelli di Torrechiara (che dovrebbe essere il castello dell’Arcivescovo), Castell’Arquato, la fortezza di Soncino, Bacedasco di Vernasca, la Rocca di Calascio che è il rifugio del monaco, mentre la chiesa della scena finale è San Pietro a Tuscania. Pensare che io a Soncino ci sono pure stata, senza sapere che ci è stato girato un film cult della mia infanzia (e anche degli anni ’80).

Non so perché dopo anni che lo vediamo e lo conosciamo a menadito questo film continua a piacerci tanto da non rinunciarci. Che poi ogni tanto scopriamo qualcosa, per esempio quest’anno eravamo lì io, mia sorella e i miei in silenzio davanti alla tv mentre il film iniziava (non so come abbiamo fatto ad avere tutti contemporaneamente quei cinque minuti di pace, considerando che eravamo al lavoro – la situazione, a ben vedere, era surreale) e ci beavamo della colonna sonora che ci piace parecchio, e che è molto anni Ottanta, e nei titoli di testa infatti poi abbiamo letto che è di Andrew Powell, collaboratore degli Alan Parsons. Si spiega tutto, dico io. Chissà perché non ci abbiamo mai fatto caso prima.

Matthew Broderick ladruncolo coinvolto suo malgrado, Michelle Pfeiffer bellissima e maledetta Lady falco, John Wood cattivo dei cattivi (un arcivescovo di bianco vestito che stringe un patto con il diavolo): cast niente male.

E poi c’è lui: il mio uomo ideale.

Rutger Hauer

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4 pensieri riguardo “Una notte senza il giorno, un giorno senza la notte

  1. Sai che non sapevo che è stato girato in Italia?!
    Comunque, come già detto, gran film, degno delle ottave poetiche di Ariosto e Tasso (lo so, lo so, è colpa dell’università) e ancora d’accordo con te: grande Rutger Hauer (anche se ha fatto Barbarossa nel film leghista… com’è potuto accadare?!?!?)

    Saluti dal Cane Purpureo

    ps: ma lo sai perché Purpureo? è un omaggio ai bufali purpurei che caccia Atreiu nella storia infinita, da piccolo mi hanno sempre affascinato. Non c’entrava niente però volevo dirtelo 😀

  2. C’entra invece! La storia infinita è un cult anni’ 80 come Ladyhawke e altri (Ritorno al Futuro in testa, direi!) In realtà ti ho sempre voluto chiedere il perché del nick, poi non l’ho mai fatto non so perché… mica me li ricordavo sti bufali purpurei. Buono a sapersi!
    Il caro Rutger, doveva essere proprio messo male per accettare quel ruolo. Un film imbarazzante, lo hai visto? Io purtroppo si, ma almeno ero in compagnia e abbiamo passato tutta la sera a riderci su – roba da sentirsi male dalle risate! L’unico degno era proprio Rutger, che omo XD
    E a proposito di Ariosto e Tasso, ci dicevamo proprio l’altro giorno con un’amica (che tu conosci) che la letteratura ci ha rovinato: ormai parliamo per libri (il pretesto era piuttosto banale, c’era un giardinetto chiuso e lo abbiamo paragonato al Giardino Segreto), è un meccanismo mentale automatico. Chissà se è pericoloso.

    ps. ho la netta sensazione che non riuscirò a venire alla Fiera della Contea causa lavoro + esame. Questo mondo è brutto e cattivo.

  3. Almeno tu e la tua famiglia siete fissati con un film che ha un minimo di fascino. Io vado completamente fuori di testa quando vedo “I Dominatori dell’Universo” un B-movie con Dolph Lundgren, del 1987. Il film è tratto da “He-man” il celebre cartone animato.

    Nessuno ormai si sogna più di trasmetterlo da anni, ma con mia grande sorpresa qualche settimana fa l’ho ritrovato in onda su uno dei canali di sky.
    Ah… beato satellite…

  4. Ognuno ha le sue fisse cinematografiche, alcune inconfessabili, lasciamo stare…
    “I Dominatori dell’Universo”, ti dirò, è un titolo che ho sentito, ma non ho mai visto il film. Magari rimedierò.
    Sky non mi sta molto simpatico e non abbiamo mai avuto l’abbonamento al satellite, ma è una fortuna, perché altrimenti sarei sempre lì a caccia di film. Poi dicono le fisse.

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