1994-2011: sic transit gloria mundi

Eh sì, bisogna proprio che ne parli. Due parole le devo dire, vincendo questo pigro silenzio.

Devo cerchiare sul calendario virtuale queste date, non posso proprio farle passare come se nulla fosse.

Lo scorso sabato sera non ero a casa mia, ma a casa di un’amica per una rimpatriata. Ho aperto il Novello e ho aspettato di veder scorrere la notizia “Berlusconi si è dimesso”, finalmente. Ho pensato che nel 1994 avevo cinque anni e che chiaramente all’epoca non avevo idea di che cosa avrebbe significato la famigerata discesa in campo, né me ne importava. Beata innocenza. Pare che in diversi punti il videomessaggio che l’ex premier ha voluto propinare per l’ennesima volta agli italiani richiamasse proprio quello del ’94. Non so se sia vero e non intendo appurarlo, ma se così fosse possiamo prenderlo come il segno della vera fine di un’epoca: un video ce l’ha portato, un altro se lo porta via. Puoi lasciare il campo e andartene a casa, Presidente. Scegli tu quale.

Quando è salito al Quirinale è stato accompagnato da una folla tale da sembrare un corteo non autorizzato – se fossi stata a Roma sarei stata lì anch’io, probabilmente. Emilio Fede ha cercato di far passare per applausi i fischi, patetico fino all’ultimo. Il lancio di monetine (presunto? accertato?) è probabilmente il minimo che ci si poteva aspettare da un Paese esasperato, e chi non vive nella vita reale può “condannare la violenza” quanto vuole. Ma di quale violenza stiamo parlando, poi? La politica di questi ultimi 17 anni è stata molto più violenta di quanto possa essere una folla di persone che cantano l’Alleluia.

Il 12 novembre 2011 in parecchi hanno festeggiato. Mi chiedo quelli che lo hanno votato che fine abbiano fatto. Anzi, me lo sono sempre chiesto: ad ogni governo Berlusconi chiedevi in giro e non trovavi un’anima che gli avesse dato il voto, nessuno, pareva di giocare allo schiaffo del soldato. Uno dei tanti misteri dell’era Berlusconi.

Che, già che ci siamo, non la vedrei poi tanto finita. Non so se il cialtrone spunterà su di nuovo come ha più volte fatto, nonostante ormai la sua veneranda età gli consigli di limitare gli sforzi; ma se anche Berlusconi fosse davvero finito, è il berlusconismo che mi dà da pensare. E non parlo solo dei politici che si riciclano e della politica divenuta sempre più sciatta e volgare, ma dei cittadini stessi che sembrano aver assorbito i peggiori difetti di chi li governa, che hanno imparato a considerare lo Stato come un nemico da cui difendersi, a vedere nella politica esclusivamente la disonestà e la violenza di linguaggio e di idee, a ritenere lecito e paurosamente normale, sull’esempio dei nostri governanti, quel che normale non è, né tantomeno lecito, a perseguire il successo tramite l’egoismo e la furberia mentre ci si riempe la bocca di meritocrazia sì, ma solo per gli altri, perché invece a noi tutto è dovuto, a rendere cronica la ricerca di scorciatoie dove le istituzioni mancano o remano contro, ad essere rassegnati, ad accontentarsi di svendere sé stessi e i propri diritti, a voler essere come loro. Sì, perché trovo triste e disgustoso che un ragazzo di vent’anni aspiri a diventare un settantenne che si circonda di ragazze troppo giovani per distrarsi dal pensiero dei processi e dei milioni da difendere, con uno stuolo di leccapiedi e faccendieri per famiglia, truccato come una ballerina in televisione a far finta che del popolo gli importi davvero qualcosa, perso in deliri di onnipotenza telefonici tra rivoluzioni e persecuzioni, solo per allontanare il pensiero del suo mausoleo già pronto.

Un aspetto esilarante di questa trasformazione delle nostre stesse teste sono i trending topics di twitter di oggi e le battute nate intorno al governo Monti. Non parlo tanto dei #montifacts (“La crisi del ’29 fu risolta annunciando che nel ’43 sarebbe nato Monti”, “Monti raccoglie le conchiglie nel Mar Rosso dividendo le acque”, “Ogni volta che Monti aggrotta le sopracciglia un Compro Oro chiude”, e soprattutto “Monti può sedersi sul posto di Sheldon Cooper”, ma anche “I Monti sono il nascondiglio preferito dei Draghi”) quanto dei giochi di parole intorno, sopra, sotto e ai lati del nome del neoministro allo Sviluppo economico Corrado Passera (e non solo: “tutti #Gnudi aspiriamo #Profumo di #Passera sui #Monti” rende bene l’idea), e fioccano battute sull’apparente continuità col governo appena caduto, come dire che sempre di quello si parla. Non siamo più abituati alla compostezza e alla sobrietà che vediamo invece nelle apparizioni televisive del nuovo Presidente, che avrà tutti i difetti di questo mondo, ma almeno non racconta barzellette. Twitter, lo sottolineo en passant, è formidabile nel seguire gli eventi di questi giorni (a questo proposito consiglio questo post che racconta in cinque punti come il social network abbia seguito la nascita del nuovo governo meglio di una testata giornalistica).

Mettendo da parte le battute, insomma sembra proprio che non ce ne liberiamo. Il berlusconismo è penetrato troppo profondamente in una società che deve reimparare a volere di più dai suoi rappresentanti, e anche da sé stessa. E spero che chi, come me, è cresciuto con il faccione di Berlusconi in televisione sappia sbarazzarsene.

Oggi, 16 novembre 2011, il nuovo governo ha giurato ed è ufficialmente alla guida del Paese. Non so se la situazione migliorerà o se andremo definitivamente a ramengo, non so come l’Italia in generale e la mia vita in particolare cambieranno nei prossimi e meno prossimi tempi, ma di certo qualcosa dovrà cambiare. Spero in meglio. Spero in una strada nuova. E spero soprattutto di non voltarmi indietro tra venti, trenta, quaranta anni e rendermi conto di aver agito esattamente come i finti cinici, menefreghisti, ignavi, ipocritamente disonesti, i perché così fan tutti che oggi tollero a mala pena e che non fanno altro che lasciare che le cose vadano come vanno continuando a considerarsi vittime innocenti.

Berlusconi, goditi gli anni che ti restano e lascia a noi raccogliere i cocci. Magari ha ragione Benigni e anche stavolta saremo il Paese della resurrezione.

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5 pensieri riguardo “1994-2011: sic transit gloria mundi

  1. Raf (alla tenutaria del blog notifico ufficialmente la dismissione del nom de plume "cavaliere povero" che nel frangente attuale è sommamente foriero di equivoci) ha detto:

    Analisi ampiamente condivisibile e come sempre molto equilibrata. Su Monti non ho alcun pregiudizio, anzi, non capisco quelli che vanno blaterando di complotti prima ancora di vederlo in azione. Prima vedremo che cosa è capace di realizzare, poi giudicheremo. Quanto alla permanenza delle incrostazioni del berlusconismo nella società civile, credo che essa dipenda dal fatto che il fenomeno, al suo avvento nel ’94, ha trovato un terreno fertilissimo. Tante le ragioni per cui ha attecchito così bene. Alcune, secondo me, con radici nella storia plurisecolare della penisola (ricordiamoci il “particulare” del Guicciardini). Altre, più recenti, legate alle profonde trasformazioni della società italiana negli anni ’80 (non a caso anno in cui esplosero le televisioni private). Sarà dunque duro da estirpare il berlusconismo. Probabilmente assumerà gattopardescamente nuove forme. Ma se le elite dirigenti non cominciano con il dare un esempio virtuoso, sarà non difficile, ma impossibile. Buona giornata e facciamo gli auguri migliori al nuovo governo!

  2. Ahahaha! Notifica ricevuta, e con un certo gusto 😀 Sei fantastico.
    Ti ringrazio per il commento, che condivido (e grazie per l’ “equilibrata”).
    Effettivamente sarebbe interessante indagare le motivazioni sociali e politiche che hanno determinato una tale pervasività del berlusconismo. Purtroppo o per fortuna non sono in grado di indagare alcunché, ma i tuoi spunti danno da pensare. Anche perché capire le cause sarebbe utile anche a capire come uscirne. Non dispero, ma bisogna tener presente che sarà lunga e difficile.
    In sostanza, speriamo bene.

  3. Io nel ’94 dovevo fare la comunione, ero impegnata a capire se mettere i fiocchetti bianchi nei capelli oppure no. Per il resto, abbiamo vissuto le stesse cose, nello stesso modo. Adesso io sono fiduciosa, ma sarà perché ho ancora i rimasugli della beata innocenza 😉

  4. E io nel 94 me ne stavo stesa sui sedili di dietro della macchina con le gambe per aria e mia madre ha detto “Esse Bi ha un sorriso che non mi piace”. La considero la mia prima lezione di politica.

    Per quanto riguarda la tua analisi, la condivido a pieno, lo sai. Nulla da aggiungere. Se dovessi integrare le mie ultime parole, lo farei col tuo ultimo paragrafo. Non voglio far parte dei disillusi che lasciano il mondo correre dove più gli piace. Ho sempre lottato contro questa non-posizione.

    E comunque io mi sono iscritta a Twitter negli ultimi giorni proprio per seguire di più i fatti ultimi della politica! Fai tu! 😉

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