Ma che freddo fa (cit)

Niente, chevidevodire, io in questo periodo non ho parole. Il che è ben strano data la mia celeberrima logorrea. Questo blog è destinato a un ostinato ma riflessivo silenzio, non c’è rimedio.

Sono tornata dopo una settimana romana trascorsa a scrocco dall’amica MF, santa lei.  Settimana passata a: superare il terz’ultimo esame, parlare nervosamente con il relatore, curiosare tra le bancarelle di Piazza Navona che me le sogno da giorni, ringraziare il cielo che esistano ancora persone come la mia nuova tutor, mangiare al McDonald con un amico universitario che non avrebbe dovuto neanche guardarlo, il McDonald, e invece non mi ha lasciata sola a pranzo, attraversare il colonnato della basilica di San Pietro e pensare che è fin troppo grandiosa, giocare a “di chi è questa coperta?” con il cane della mia ospite, assistere a 5 dico 5 lauree di amici e conoscenti, cercare un regalo di laurea per una persona che mi vuole più bene di quanto mi meriti, e la stessa cosa pare faccia la sua famiglia, e li ho conosciuti solo quel giorno!, camminare tantissimo, sentire freddo alle gambe mentre il motorino evita il traffico, girellare nella Coin di via Cola di Rienzo e credere di essere in un centro commerciale americano anni ’80-’90, e per rimanere in tema guardare C’è posta per te prima di andare a letto, rammaricarsi per la presenza di tende alle finestre delle guardie svizzere, rivedere dopo mesi un’amica che mi mancava davvero troppo e scoprire che finalmente qualcosa sembra andar bene, riuscire a prendere un 19 il giorno dello sciopero anche grazie ad un ragazzo con la r identica alla mia, parlare un sacco con MF che mi fa scegliere sempre i film da vedere e la mattina mi prepara il caffè.

E in tutto ciò, ma questo risale a due settimane fa, ad incontrare la padrona di una Moleskine che, se a voi sembra molto bella dentro, adesso sappiate che è bella anche fuori, fidatevi di me che ce lo so.

E oggi sono qui che mi difendo dal freddo, mi copro e mi riscaldo, e intanto arrivo a un nuovo livello di compresenza nel cuore di emozioni contrastanti e complementari, rifratte in direzioni quasi schizofreniche da un nucleo centrale buio e profondo di cui non so niente o forse credo di non sapere, il tutto inspiegabilmente avvolto da una nuvola di quieta indulgenza, quasi indifferenza, o forse solo dalla serenità di chi crede che non serva arrovellarsi più di tanto sulle capacità che ha il suddetto cuore di vivere e trasformarsi e rigenerarsi e conoscersi e a volte pure un po’ di perdonarsi.

E in questa atmosfera di nostalgia per cose viste e vissute e sentite e altre invece solo immaginate o sognate, ascolto una canzone che ha la mia età e che fa così:

http://youtu.be/UAOxCqSxRD0

Nobody loves no one.

Annunci

5 pensieri riguardo “Ma che freddo fa (cit)

  1. E poteva mancare la chiusa introspettiva? Ma voi ragazze siete sempre così brave e inclini a scrutarvi l’animo ai raggi x? 😉
    Battute a parte, quello che scrivi trasmette un senso di inquietudine positiva, quell’inquietudine che è promessa di una felicità intravista, magari legata a piccoli o grandi cambiamenti in arrivo. E se non è così, io comunque te lo auguro di cuore, perché pur non conoscendoti, se non per quello che scrivi, mi sei molto, molto simpatica. Infine, una raccomandazione: non mi trascurare troppo Giacomo durante queste vacanze natalizie, che già ai suoi tempi mi sa che non se lo filavano molto. Tantissimi auguri di buon Natale a te e a tutta la tua famiglia, e un sereno inizio di Nuovo Anno!

  2. Brave non so, ma inclini di certo. E grazie per averla chiamata introspezione, il più delle volte la chiamo in un altro modo 😀
    E poi la chiusa introspettiva serve a bilanciare la cazzoneria – sai com’è, pare che scrivo un post solo per dire dove ho girellato fino a ieri (il che ovviamente è vero), invece così sembra quasi serio e sensato, no? 😀

    Mi piasce, mi piasce molto “inquietudine positiva”. Mi piace che si legga questo. Magari è vero, chissà; intanto anch’io me lo auguro di cuore. Grazie, perché la simpatia è molto, molto reciproca e leggere i tuoi commenti mi fa sempre piacere.
    Ma per Giacomo non ti preoccupare: sono appena tornata da un’ennesima trasferta romana passata a perdere tempo in biblioteca. Sono troppo vecchia per queste cose.

  3. Ma, ma, ma… 🙂

    Al di là dell’emozione, sono troppo contenta di rileggerti. Torni a scrivere un po’ più spesso, per piacere? Adesso che posso immaginarti con la tua “r” particolare è anche più bello! Ho messo la canzone in fondo e mi sembrava di essere in una tua tasca.

    Abbi cura del tuo cuore. E’ prezioso. Trovo terribilmente azzeccata la definizione “inquietudine positiva”.

    1. 😀

      Eh non so se riprenderò a scribacchiare più spesso, dipende da come andrà questo futuro prossimo che si annuncia indaffarato. Ma tenterò, se non altro perché tutto sommato mi fa bene. E se non altro perché così posso leggere i commenti di voi poveri (mal)capitati da queste parti.
      😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...