So che avrei dovuto scrivere la seconda parte della storia della tesi, che da qualche parte c’è, e ci sono anche un po’ di altre cose, forse, se mi ricordo, se avranno ancora un senso.

Sono umorale, ora più che mai.

È che non è stata una gran settimana. Perché la mia amica carissima M. non ha più suo padre: glielo ha portato via in pochi mesi una malattia che si chiama linfoma di non-Hodgkin. E insieme a lui ha portato via anche un bel pezzo di M.

M. ha la mia età, siamo cresciute insieme al liceo. Suo padre aveva 56 anni, cioè quattro in più del mio.

E se fosse successo a me?


Sapevo che stava meglio, sapevo che ce l’avevano quasi fatta…e poi è andato tutto in pezzi, tutto quanto in mille pezzi, ma io non ci credo, qualcuno me lo dica a voce, non ci credo se è scritto lì.

E chi la riacchiappa adesso? Lo shock è durato parecchio.



C’era così tanto amore qualche giorno fa, tra i fiori      tra i passi lenti      nel vento gelido      così tanto che faceva male       nell’abbraccio silenzioso    nei brividi di freddo e di pianto           in mille pezzi.



L’estate scorsa, al telefono, M.:   Forse eravamo troppo felici…

No, no, non voglio sentire parole del genere, non voglio, non voglio più.

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