La stessa ferita

Non lo so, ero un bambino, forse fu solo una sensazione, ma in quel momento ho avuto la certezza che era così per tutti, la stessa ferita dentro, la stessa pena, qualcosa che tutti hanno nel cuore. E ho capito che non me ne sarei mai liberato e che nessuno lo può fare.

E poi la vita lo conferma, non è vero? Perché sei povero o perché sei solo o perché sei malato, perché non sei amato abbastanza o non ami come vorresti, perché ti senti lo zerbino del mondo o perché ti senti una schifezza, o semplicemente non all’altezza delle tue ambizioni, dei traguardi che ti sei dato. Ma c’è sempre un tarlo che ti divora, per quasi tutti noi è come un parassita che ti apre un buco nel cuore.

E mi chiedevo perché, continuavo a chiedermi perché, perché Dio aveva fatto un mondo in cui tutti hanno un cuore che sanguina.

(…) Sai cos’è successo? Ho trovato la risposta. Cioè, credo di averla trovata. Sai perché le cose sono come sono? Perché così abbiamo bisogno l’uno dell’altro. Perché così non ce ne andiamo ciascuno con la sua chitarra a vivere per conto proprio nella giungla e a mangiare i frutti che cadono degli alberi.

Perché così stiamo insieme, ci aiutiamo a vicenda e costruiamo il mondo. Perché la sofferenza ama la compagnia e il conforto di un’altra anima è l’unico balsamo per le ferite.

[Scott Turow, Lesioni Personali]

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