A proposito di (seconda parte)

«L’inserimento della letteratura nel quadro della teoria psicoanalitica è stato tentato da Freud nella conferenza Il poeta e la fantasia, del 1907. Il punto di partenza è nella ricerca di quali attività comuni a tutti possano essere considerate affini all’attività poetica: Freud indica il gioco nei bambini e, negli adulti, la fantasticheria. I sogni ad occhi aperti, i cosiddetti “castelli in aria“, ci compensano dei desideri che la realtà non è in grado di soddisfare. L’arte sarebbe un tipo speciale di fantasticheria, che si distingue per essere un atto di comunicazione, mentre la fantasticheria vera e propria è un attività privata che difficilmente si confessa e che, anzi, si cerca di nascondere.»

da Le teorie della Critica Letteraria, libro che avevo già studiato anni fa per uno dei miei primi esami di triennale e che ho ripreso ora per uno dei primi esami di specialistica. Guardalì le cose che vengono fuori a distanza di tempo. Potrei quasi citare, dottore, un ritorno del rimosso – così, a casaccio, a svacco, come piace a noi.

A proposito di (la prima) qui, tanto per dire
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