Al distributore

Arrivo, mi accosto, spengo. Scendo dal Pandino, fa un freddo becco. Prendo i soldi, mi piazzo davanti al bocchettone dell’auto e, rassegnata, inizio ad armeggiare. Ok, girarsi si gira; ok, è praticamente aperto, basta solo tirare… e non viene. Maddimmite. Mi capita sempre, soprattutto se ho le mani fredde (cioè quasi sempre, e non solo d’inverno): posso scorticarmi le dita come voglio, ma non riesco ad aprirlo. Ma ti pare? L’ultima volta c’era il tipo del distributore che ancora non era andato via, gli è bastato toccarlo, praticamente. La volta prima c’era mia sorella con me. E via così.

Mi guardo intorno, è sera e il distributore del paesello è deserto. Tranne che per un ragazzo che sta facendo benzina proprio all’altra pompa.

“Scusa, me la daresti una mano?”
“Sì, certo. Arrivo.”

Mi fa, naturalissimo. E con un mezzo sorriso. Non dev’essere la prima volta che gli capita.

“Che devo fare?”
“Guardi, non riesco ad aprire il bocchettone della macchina. Deve solo tirarlo, è praticamente già aperto. Mi capita sempre.”

Tre secondi tre, ci mette.

“Grazie!”
“Per il resto, tutto a posto…?”

Ah, ma quindi pensavi proprio che avessi difficoltà serie con il self. Chissà di solito che ti chiedono, le persone. Anzi, le ragazze. Probabilmente gli si blocca l’erogatore o la macchina non prende i soldi. Io no. Io riesco benissimo in tutte queste cose, ma non riesco ad aprire il bocchettone della mia macchina, io.

“Sì sì, per il resto sono abile, grazie.”

Ride. Già.

“Allora sei a posto. Ciao!”
“Ciao!”

Vicende quotidiane di una che se non trova un’anima pia al distributore non può fare benzina.

(Noto en passant che gli ho dato del tu, poi del lei. Quando si dice la coerenza. Ma non avrà  avuto trent’anni, e infatti lui, decisamente più sveglio, mi ha dato del tu.)

(Mentre andava via io sono andata alla cassa automatica. Che non mi ha preso i soldi per un paio di volte, giusto il tempo per iniziare a pentirmi di averlo lasciato andare. Ma poi l’ho spuntata. Eh!)

(Che belle le persone gentili, comunque.)

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7 pensieri riguardo “Al distributore

  1. Anch’io mi aspettavo la love story finale, non so perché, cavolo!

    Invece, mi viene di quella volta che un ragazzo si è offerto di portarmi la valigia tre metri per tre su per le scale della metro (vedendomi incastrata tra lei e il cavalletto) e io gli ho detto “‘va che è pesante” (dentro c’era tutta l’attrezzatura per allestire un piccoli set più scarpe e qualche vestito… il devasto). Lui, convintissimo, tira su la valigia, inciampa, cade quasi col muso per terra. La valigia non si muove di mezzo millimetro. Bene. A volte la gentilezza ammazza.

    1. Ahahahah ecco perché sono così poche le persone gentili 😀
      Comunque la conclusione romantica sarebbe stata perfetta, è che mi sono attenuta ai fatti. La prossima volta lavorerò un po’ di immaginazione 😀
      Che poi, le love stories iniziano in modi talmente strani alle volte… altro che distributore 😀

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