E poi si addormentavano

Se non ti spaventerai con le mie paure

un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle.

In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore

e su di me puoi contare per una rivoluzione.

Tu hai l’anima che io vorrei avere.

 

 

«Non lo merito.»

«Io a questa cosa del merito non ci credo.»

Annunci

6 pensieri riguardo “E poi si addormentavano

    1. Sono d’accordissimo anch’io, almeno quando si tratta del mio prossimo – ché invece quando si parla di me sono così restia ad abbandonare questa convinzione del “meritarselo”.

  1. …ma chi se ne frega se te lo meriti o no? Perdona il mio scetticismo, spero che la tua sia una domanda retorica, come per sottolineare quanto ti senti fortunata, e non una reale questione che ti ponti grattandoti il capo. Nel primo caso, il caso è risolto. Nel secondo caso, sei condannata senza appello. Forse non è il tuo caso, ma quello che ti dico io è di viverla come viene il più intensamente possibile, pensare troppo ti rallenta e non ti fa godere fino in fondo. Sarebbe un peccato pensare di non meritare qualcosa che a prescindere dal fatto che la meritiamo o non lo meritiamo ci sta succedendo, e nel pensare se ce lo meritiamo smettiamo di meritarcelo sprecando il tempo meritando di non meritarcelo. Me lo merito o non me lo merito? Dopo un po’ ti accorgi che merito, meritiamo, meritarcelo… meritare è una parola che suona vuota. Forse è ‘semplicemente’ un dono da accettare e vivere con serenità 🙂

    1. No, non è una domanda retorica. Ma non è neanche una reale questione che mi pongo grattandomi il capo, ammesso che riesca a trovarlo sotto questo ammasso di ricci incontrollato che mi sta (ri)crescendo. E’, potrei dire, una specie di inclinazione dell’animo a non considerarsi all’altezza, a mettere in costante dubbio sé stessi – a palpitare nella paura che tutto possa disintegrarsi da un giorno all’altro perché non si riesce a credere fino in fondo di poter davvero vivere qualcosa senza che la sofferenza un giorno torni a distruggere tutto sotto forma di chissà cosa. Una cosa sottile o quanto meno sottesa. Un istinto, più che un pensiero.
      E gli istinti non si può decidere da un giorno all’altro di eliminarli, nonostante tutte le parole sacrosante che ci vengono dette e ci diciamo, nonostante la consapevolezza della totale irrazionalità dei nostri atteggiamenti anche e soprattutto interiori.
      Ci vuole tempo e tanta determinazione, credo. E anche, prima di tutto, permettere a noi stessi di non rimanere da soli, di lasciarsi accompagnare.
      Concludo dicendo che questa volta il dubbio di meritarselo, una volta tanto, non era il mio – per dire che le domande che ci si fanno, a volte, non sono solo nostre. La risposta sotto è la mia, perché io davvero non ci credo a questa questione del meritarselo – almeno, per quanto riguarda gli altri, ché per quanto riguarda me s’è capito come stanno le cose.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...