Da qualche parte nella testa

 
Ogni tanto mi viene in mente di scivere un intervento su questo o quello. Qualcosa che mi capita durante il giorno e che mi ispira qualche particolare riflessione; molto spesso qualcosa che mi viene in mente in quella specie di penombra mentale che precede il sonno, quando sono a letto con gli occhi chiusi e lascio a briglia sciolta i pensieri, il cui moto apparentemente incoerente mi suggerisce a volte immagini e parole che lì per lì mi sembrano belle. Poi però me ne dimentico. Sia dei fatti quotidiani sia di quelli fantastici, che poi tanto fantastici non sono.
Ed ecco che, quando si presenta l’occasione, vorrei parlare di tutto e di niente.
Ergo, parliamo di quel che mi passa per la testa in questo momento.
Sono tornata ieri dalla capitale, e qui a casa il tempo scorre in maniera diversa. A volte mi sembra di essere una studentessa di liceo che tra poco finirà la scuola e deve soltanto fare gli ultimi compiti in classe prima delle sterminate vacanze estive. A volte mi sembra di esserci caduta in pieno, in quelle giornate estive, un po’ sonnolente ma vive da togliere il fiato, se ci si pensa.
Sembra così vero che potrei finire col crederci. Invece mi aspettano lunghe ore di lavoro sui libri, che si preannunciano noiooooose…. ma anche quelle a loro modo belle.
L’ho sempre detto che l’università senza esami sarebbe una gran cosa.
 
Una cosa di quelle che capitano durante il giorno e che è degna di essere nominata è la mia caduta dalle scale: qualche giorno fa (parecchi, ormai) sono scivolata sui gradini del condominio a Roma e ora ho tre lividi grossi come piattini da tè sul fianco sinistro. Adesso quasi non fanno più male, ma i primi giorni mi dava fastidio camminare e persino gli scossoni in macchina. Nel frattempo, ho dato il primo esame della sessione, il cui risultato, essendo la prova scritta, è ancora incerto, e una delle micie ha avuto i piccoli, appena appena avvistati.
Intanto io alterno Camilleri all’Inferno di Dante, mangio fragole con il gelato, mi siedo al sole quando mi va, e ascolto mia madre che mi racconta del nonno.
Tra le altre cose.
 
 

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4 pensieri riguardo “Da qualche parte nella testa

  1. Un sacco di gente non ha il minimo rimpianto del liceo. Effettivamente io ho nostalgia solo di certe cose; quando avrò fatto qualche altro esame allora rimpiangerò anche tutto il resto, compreso il professore di fisica. Tutto a suo tempo XD

  2. Ma sono davvero l’unico a non avere nemmeno un pò di malinconia pensando al liceo ??? Io sto ancora godendo per il fatto che non ci dovrò mai più tornare!! : )

  3. sigh e sob (lacrimuccia e sguardo al cielo), il liceo….lo sapevo che l’avrei rimpianto!!cmq nn sono piattini da tè, ma piatti da secondo…

  4. Viva la vita bucolica aggiungerei…Sai, la malinconia del liceo di questo periodo mi sta venendo pure a me: ripenso alle giornate semi estive a scuola, quelle che preannunciano il divertimento delle vacanze… erano belle vero? E pensare che li per li odiavo i compiti in classe e le interrogazioni…

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