Per dire.


Oggi pomeriggio mi sono vestita, mi sono truccata, mi sono messa cappotto guanti e sciarpa, ho preso tutto quello che mi serviva e l’ho messo in borsa, mi sono assicurata di aver chiaro quello che dovevo fare e mi sono ripassata mentalmente i posti in cui andare, poi ho aperto la porta e sono uscita, ho preso l’ombrello lì fuori casomaipiovesse.

Fatti due passi ha iniziato a piovere.
Prima il rumore, poi ho guardato fuori, sul cortile del condominio, veniva giù che era una meraviglia, di quella pioggia che tempo cinque minuti e sembri reduce da un naufragio.

Ero lì ferma affacciata dalle scale. Riflessione profonda.

Mi sono girata e sono rientrata.


No, per dire.
In questi giorni avrei voluto scrivere un sacco di post, ma tra la connessione instabile che è tipica della vita romana (mia) e l’esame è tutto rimandato. Peccato perché sicuramente qualche post me le perdo per strada.
Sabato vado a una festa di compleanno qui in un locale a San Lorenzo. Andare a una festa praticamente sotto casa è una cosa… guduriosa. Veramente guduriosa. Cioè uno potrebbe persino andare al bagno a casa sua, per dire.

Bon nuit (no è che stasera in tv c’era il Meraviglioso mondo di Amelie, tanto per dire).

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